Ecco come Caparezza risponde a Fulvio Paloscia ad alcune domande riguardo il suo ultimo album. Interessante la spiegazione data al testo “Il dito medio di Galileo”. Da notare che l’intervista è stata sottoposta a Caparezza il giorno precedente rispetto alla data del tour presso il teatro Saschal a Firenze (data sold out).

Intervista a Caparezza – La Repubblica.it

22 marzo 2011

 

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Cosa c’entra il dito di Galileo con il rap? E soprattutto, cosa c’entra con Caparezza, alias Michele Salvemini da Molfetta, l’ironico, appuntito fustigatore hip hop che nel suo ultimo album, Il sogno eretico, ha dedicato una canzone alla falange dello scienziato, conservata al Museo della Scienza di Firenze?

 

«Ne Il dito medio di Galileo spiega il musicista, domani al Saschall, esaurito – si immagina una processione. Alla sua testa, questa autentica reliquia laica che, metaforicamente introdotta nell’opportuno orifizio, trasforma proni uomini pecora in uomini e basta.

Quella parte del corpo di Galileo somiglia molto a un segno di vittoria della scienza sulla fede. Galileo sembra dirci: avete visto, io ho abiurato, ma la storia mi ha dato ragione.

Inneggia alla concretezza dei fatti».

 

Ha avuto reazioni dal Museo?

 

«Mi hanno scritto una mail dicendo che sapevano del pezzo, e che conservano anche altre due reliquie: un dente e, di nuovo, un dito. Ho già ipotecato altre due canzoni. Intanto, spero di poterlo venire a visitare al più presto. Non il giorno del concerto, purtroppo». Perché un album sull’eresia? «Perché ho molta stima degli eretici. Più che altro, di quelli che hanno pagato con la loro vita il prezzo del loro intelletto».

 

Questo è forse il suo album più politico.

 

«Dipende dal significato che si da alla parola politica.A me non interessa fare propaganda a un partito. Preferisco prendere una posizione, senza mezzi termini».

 

Tipo?

 

«Il fatto che questo governo abbia creato un precedente, ovvero la depenalizzazione di reati commessi da chi sta nella stanza dei bottoni. La marijuana è illegale, il falso in bilancio no. Siamo tutti qui a chiederci: ma che immagine stiamo dando del nostro paese? Io invece mi chiedo un’altra cosa: che cosa siamo noi? Siamo davvero così sicuri di essere diversi da quelli che critichiamo? Con le mie canzoni, voglio toccare argomenti che prima di tutto interessino me, la mia coscienza. Voglio pormi dei problemi. Voglio essere me stesso».

 

L’album sta facendo parlare molto anche per la presenza di Tony Hadley in Goodbye malinconia.

 

«Quel pezzo è nato dopo aver parlato con tanti lavoratori che hanno abbandonato l’Italia per l’Inghilterra: saremoi prossimi extracomunitari, pur essendo comunitari. Perché Tony Hadley? Ma perché siamo due sex symbol del pop. A parte gli scherzi, mi piace molto il suo stile vocale, lo trovavo adatto a questo pezzo. Negli anni Ottanta non seguivo la rivalità tra Duran Duran e Spandau Ballet, penso che neanche loro ci credessero.

Del resto il concetto del derby è molto italiano, dallo sport siè esteso in altri settori. Come la politica: mi fa impazzire che si possa diventare tifosi di un partito e non votanti consapevoli».

 

La Puglia sta vivendo un momento d’oro. Anche un importante festival toscano, Italia Wave, ha deciso di traslocare nella sua regione su invito di Nichi Vendola.

 

«Vorrei che fosse chiara una cosa: esiste anche una penombra, attenuata certo dagli investimenti culturali. Insomma, non siamo l’isola di White. Apprezzo molto il lavoro di Puglia Sounds, istituzione regionale che si occupa di far crescere lo spettacolo locale: soprattutto perché con il suo lavoro dimostra che la musica appartiene non solo agli artisti, mai anche ai tecnici, a chi crea gli oggetti di scena, i costumi. C’è tutto un indotto nella musica che non è perdita di tempo, visto che la gente riempie i concerti».

 

A cominciare dai suoi.

 

«Mi sorprendo io per primo. A margine de Il sogno eretico, ci sono due anni di lavoro, di studio delle parole, di ricerca musicale che segue il mio istinto disordinato, scollegato da tutto. Quando esco con un cd, parto sempre disilluso visto che nella nostra società la fruizione di tutto è velocissima. L’esito positivo indica che gli italiani non mettono la cultura in secondo piano, ma che la giudicano un elemento primario, ha a che fare con lo stomaco, come il cibo. Molte date del tour sono andate esaurite prima che uscisse l’album. Questo significa che la gente ha così fiducia in me da comprare i biglietti a scatola chiusa. Vuol dire che mi candiderò».

 

- FULVIO PALOSCIA

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