Ecco le interviste di Caparezza del mese di febbraio, riguardo l’album “Il sogno eretico”.
1) Intervista del 24 febbraio 2011
tratta dal sito:
Caparezza ritorna: onora gli eretici
(e massacra in reggae il premier)

Milano
Parte citando Ettore Petrolini, Caparezza, nell’album «Il sogno eretico» che esce il primo marzo dopo 3 lunghi anni di silenzio. Nell’immaginario del rap italiano, l’artista pugliese è il più teatrale, il più avvincente quando sale sul palco, con un divertimento che non disdegna appunto i riferimenti al cabaret. Il disco dura 60 minuti: una piccola opera, quasi un concept sul tema dell’eresia in senso lato.
Il prologo, Caparezza, è dedicato al mondo della musica: discografici e cantanti escono malconci dai suoi strali.
«I discografici saranno sfigati, ma soprattutto colpevoli: li disegno come dipendenti sul lastrico per colpa dell’mp3. L’eresia delle eresie, poi, è un cantante che dice “chi se ne frega della musica”. Cerco di capire dove va la musica, quanto interessa davvero: con internet si può andare ovunque, ma solo se si è interessati».
Lei canta che gli artisti partono guardando a De André, e finiscono all’”Isola dei Famosi”. Trista realtà.
«Parlo di tutto ciò che viene considerato musica senza esserlo davvero. E visto che i talent trionfano, mi chiedo: non è che internet diventi come la tv? Se viene usato solo come un videoregistratore, non ci siamo».
Pesantina «Il dito medio di Galileo», suggerisce che siamo tutti proni, in questo mondo…
«Un po’ di goliardia ci sta, sennò diventa un album pesante. Ho scoperto che il dito medio di Galileo è custodito in un museo a Firenze e ho immaginato di andare a rubarlo. Certo, lui che è stato costretto ad abiurare, alla fine si rifà con il suo medio che è rimasto fra noi».
Lei canta di Giovanna D’Arco, Savonarola, Giordano Bruno: ma ci sono eretici salvifici, oggi?
«Ci sono, perché è molto diffuso il dogma. L’eretico riesce a metter in discussione pure se stesso, e ce n’è molto bisogno, soprattutto in politica. L’elettore è diventato un tifoso, non vuole riconoscere uno sbaglio, anche palese».
Per «Goodbye malinconia», dedicata agli emigranti contemporanei, ha cercato Tony Hadley degli Spandau Ballett; e per «Legalize the premier» fa’ più di un riferimento, anche pesante, a Berlusconi.
«La malinconia mi rimanda alla mia infanzia, negli ’80. Sulla base e sul cantato anni ’80, mi serviva un’icona: lui, che è stato molto collaborativo e ha pure scritto una parte di testo. In quanto a “Legalize”, ce l’ho con tutti i premier, anche futuri: istituzionalizzati certi meccanismi, temo che tutti ne possano approfittare».
I rapper salvano i testi impegnati, in un momento di silenzio dei cantautori?
«Ma io amo molto i cantautori, sono stati i più efficaci nel raccontare la realtà. Staniamoli, c’è tanto da dire: e un artista deve essere anche contemporaneo. Un disco è una testimonianza del tempo che si vive».
Vecchioni ha vinto Sanremo.
«Non so quanto sia affascinato di aver vinto una gara, ma son contento che i riflettori si sian spostati verso altri contenuti. Potrebbe essere contagiante».
OMETTO INTENZIONALMENTE IL TESTO DI LEGALIZE THE PREMIER, INSERITA ALLA CONCLUSIONE DI QUESTA INTERVISTA
(LA MIA MOTIVAZIONE: QUESTO TESTO E’ INCLUSO IN UN ALBUM NON ANCORA USCITO)
2) Video-intervista del 24 febbraio 2011
tratta dal sito:
Il ritorno di Caparezza con “Il sogno eretico”: ecco la nostra video intervista (24 feb 2011 )
Rieccolo Michele Salvemini, in arte Caparezza. Dopo il successo di “Le dimensioni del mio caos“, arrivato fino al disco d’oro e trascinato dal singolo “Vieni a ballare in Puglia”, l’atipico rapper di Molfetta torna con il nuovo lavoro “Il sogno eretico”, il quinto della sua carriera. Rockol lo ha incontrato per farsi raccontare come è nato questo disco, una raccolta di 16 brani che confermano il suo amore per la contaminazione dei generi: dall’hip hop al rock, dall’invettiva sociale alla satira politica.
“Il concetto di fondo di tutto questo album è l’eresia, verso la quale ho sempre avuto un grande fascino. È stata un’idea venuta fuori poco a poco, perché molti dei pezzi che avevo scritto parlavano di personaggi eretici: Giovanna D’arco, Galileo e Savonarola”,
ci ha raccontato l’artista spiegando il titolo del disco.
Oltre al singolo “Goodbye Malinconia”, registrato con un ospite d’eccezione come Tony Hadley degi Spandau Ballet, nel “Sogno eretico” spicca anche “Legalize the premier”, una canzone che sembra dedicata al nostro Primo Ministro Silvio Berlusconi.
“In realtà lui non è mai nominato nel pezzo: io non parlo di un premier in particolare, ma di un seme che è entrato nel sistema italiano. Da oggi in poi tutti sanno che se diventi presidente del consiglio puoi modificare le leggi a tuo uso e consumo”
ha risposto Caparezza.
Sopra potete vedere la nostra video intervista.
Una cosa che capita spesso, ascoltando i dischi di Caparezza, è quella di trovarsi di fronte alla figura del boia. Anche “Il sogno eretico” non fa eccezione, visto che ne troviamo uno proprio nella copertina, con tanto di cappuccio rosso.
“Volevo rappresentare la mia esecuzione in quanto eretico, proprio come i personaggi delle canzoni. Ma paradossalmente questa figura per me è una presenza rassicurante, non a caso mi legge `La piccola fiammiferaia´. La mia coperta di Linus è un boia”
Nella tracklist c’è spazio anche per un brano dedicato all’industria discografica che si chiama “Chi se ne frega della musica”: nell’intero si parla dei cosiddetti “artisti alternativi”, che da un lato inneggiano alla libera diffusione della musica e dall’altro “Piangono come bambini perché vogliono dare alle stampe un cd”, citando il testo.
“Io ho assistito a questa scena dal vivo. C’era un gruppo emergente che durante il concerto diceva `La musica dev’essere gratuita, scaricatela pure´”, racconta il rapper, “E poi prima di andarsene hanno fatto lo spot: `Se volete il nostro cd è al banchetto´. Non so perché ci creiamo queste immagini stridenti, perché abbiamo sempre bisogno di nemici. Spesso se non fai successo la colpa è proprio di chi decide di non ascoltarti. La gente soprattutto oggi ha la possibilità di scegliere, di navigare e trovare le cose che preferisce. Però poi su iTunes c’è la stessa classifica delle vendite dei cd, perché le persone anche su internet cercano le cose mainstream. Comunque io non ho la soluzione per salvare la musica di questo paese, mi limito a porre il problema”.
Il nuovo tour del cantante pugliese invece partirà il 16 marzo, toccando un po’ tutta l’Italia.
“Ho già fatto due sold out a Roma e Milano, sono molto carico e un po’ sorpreso dalla mole delle prevendite. Vengo da Molfetta, un posto dove il lavoro è associato all’idea del sudore e mi piace poter pensare che anche io mi guadagnerò la pagnotta con il sudore, visto che sul palco mi agito sempre come un pazzo”
conclude Caparezza.
© Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Ecco il codice html del video di questa intervista:
http://www.youtube.com/watch?v=ggLQ8f9m35g&feature=player_embedded
3) Intervista del 25 febbraio 2011
tratta dal sito:
http://www.tgcom.mediaset.it/spettacolo/articoli/articolo504093.shtml
di Andrea Conti
“Vincerà il Capa o il Papa?”
Caparezza e il nuovo album a Tgcom
“Il sogno eretico” è il titolo del nuovo album di Caparezza che esce il 1 marzo. Il cantautore gioca con l’eresia sulla copertina del disco che rimanda ai boia che bruciavano le streghe nel Medioevo (“per il popolo era una festa perchè avveniva in un contesto goliardico”). E poi sulla sua presenza al Concertone di Roma:
“Vedremo chi avrà più spettatori Capa o il Papa”
(è il giorno della beatificazione di Giovanni Paolo II, ndr), dice a Tgcom.
Perché sei ossessionato dai boia, presente anche sulla copertina del disco?
Ho adottato il concetto di eresia perché rivela la sete di giustizia che avveniva nel Medioevo in pubblica piazza e in un giorno di festa. Per molti allora era uno svago un pò come oggi andare al cinema. Il boia in copertina è raffigurato con il cappuccio rosso e non nero per ricollegare l’immagine delle fiamme del rogo. E poi il boia è in ognuno di noi…
In che senso?
C’è un giustizialismo pazzesco in giro. Prendi il caso di un omicidio, due secondi dopo vedi su facebook status che incitano alla morte dell’assassino, c’è chi vuole cavargli gli occhi, chi strappargli le unghie e chi lo vuol vedere morire agonizzante. Ma prima o poi tutto questo finirà. Ci sarà la fine di tutto.
In “Cose che non capisco” canti che che ti fai troppi problemi, come mai?
Mi faccio domande sin da quando ero bambino, inondavo parenti e miei amici con i miei perché. E loro che facevano? Mi rimproveravano dicendo “Miché tu sei troppo curioso, la curiosità è donna!”. Questa frase è stata un’ossessione per anni. Ma sono rimasto la stessa persona di allora e i miei perché non hanno ancora una risposta.
“Mi proponi un affare cominciare con i testi di cui parla Faber e finire per un mese sull’isola a far la fame” è un verso di “Chi se ne frega della musica”. Profetico?
A volte ho paura di me stesso. Non sapevo che la nipote di De André sarebbe andata all’Isola dei Famosi, giuro! Ma non è la prima volta che mi succede. In un’altra canzone ho associato “Nessun dorma” a Giordano Bruno e l’altro giorno ho saputo che è apparsa una fascia con scritto “Nessun dorma” sul busto del filosofo a Roma.
Perché per te “Kevin Spacey” – che è anche il titolo di uno dei brani – è l’emblema del cattivo?
In tutti i suoi film da “I Soliti Sospetti” ad “American Beauty” ha sempre fatto ruoli da cattivo o comunque ambigui. Lui mi inquieta molto e quindi mi piace parecchio.
C’è anche spazio per un Dio arrabbiato in “Messa in moto”…
Ma io mi domando come può resistere un padrone di casa quando entrano ospiti che piangono sempre e si lamentano? Associare la religiosità al lamento e al dolore non è una cosa positiva e lo so bene visto che vengo da un Paese ultracattolico (Molfetta, ndr). Insomma mi immagino questo Dio che alla fine si rompe le palle chiede a tutti di non lamentarsi più e di godere delle cose belle della natura. Così molla tutto e scappa in moto, selvaggio con il vento tra i capelli.
Andrai al concerto del Primo Maggio?
Ormai sono un habitué, comunque dovrei esserci. Sarà una concomitanza speciale perché è lo stesso giorno della beatificazione di Papa Giovanni Paolo II. Chi avrà più spettatori Capa o Papa? In ogni caso invito tutti i fedeli all’after show della beatificazione in Piazza San Giovanni a Roma, dove ci saremo noi con il Concertone.
Quali sorprese ci saranno nel tour?
Ovviamente sarà tutto il linea con la copertina del disco, peccato non avere molto budget ma cercheremo di stupire con effetti speciali. Si intitolerà Eretica Tour – parte da Andria il 16 marzo – che non c’entra nulla con l’Erotica Tour di Madonna.
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4) Intervista del 25 febbraio 2011
tratta dal sito:
Il Fatto Quotidiano/ Intervista a Caparezza, “Contro i Casta-Men”
venerdì 25 febbraio 2011
Intervista al rapper pugliese, che sta per pubblicare il suo nuovo disco “Il sogno eretico”. “Ascoltato intero” scrive il giornale “il disco risulta un insieme di stimoli, riflessioni, denunce, che faranno di sicuro parlare e ballare.
“Nei miei dischi è sempre prevalente l`aspetto sociale”
ci dice Michele Salvemini, in arte Caparezza, rapper da Molfetta classe 1973 noto per le rime intelligenti, la cantata nasale e un casco enorme di capelli ricci e neri – ma in questo album ci sono un paio di pezzi che sono più esplicitamente politici”. Il Fatto sottolinea come Caparezza non sia nuovo a tematiche socialmente impegnate: “Due anni fa con il taranta-rap “Vieni a ballare in Puglia”, denunciò morti sul lavoro e scempi ambientali. Questa volta Caparezza è… l`eretico.
“Componendo il disco, mi sono accorto che parlavo sempre di personaggi collocabili nell’ ambito dell’ eresia: Galileo Galilei, Giordano Bruno”.
Spiega il suo concetto di eresia:
“In ambito religioso è normale arrivare a scardinare i dogmi. Ma ci sono anche delle eresie, come le mie, che tentano di scardinare dei dogmi politici o sociali”.
Caparezza si descrive come uno che ha sempre fatto di testa sua. Parla degli eretici in Italia:
“Sono quasi tutti quelli ai quali vogliono togliere la voce. Ricordiamoci che Giordano Bruno quando è stato trascinato a Campo dei fiori prima dell’ esecuzione, aveva una morsa che gli ostacolava l`uso della lingua e non gli permetteva di parlare. E poi il rogo. Oggi non bruciano nessuno, ma infilano la morsa sulla lingua per evitare che possano parlare”.
La canzone Il tuo goodbye (errore dell’intervistatore: il titolo è Goodbye Malinconia) non è piaciuta al ministro Rotondi che ha detto che Caparezza in un paese normale non venderebbe dischi. La canzone parla del volersene andare dall’Italia.
” Sono completamente d`accordo. Perché vendo i dischi e questo significa che non è un paese normale”.
Nel pezzo “Legalize the premier” invece che dei rasta men parla dei casta men:
“Questo governo al potere da quindici anni, ha sparso il suo seme ovunque. Nella giustizia per esempio. Ha creato delle leggi che valgono per tutti. Il falso in bilancio è depenalizzato, e potrà approfittare chiunque. Come quando si asfalta una strada: poi ci passeranno sopra. Chiunque ora lo sa, chiunque, andando al governo, potrà fare delle leggi per depenalizzare reati che lo riguardano”.
Poi Caparezza parla della Rete:
“Le classifiche di iTunes sono uguali a quelle della tv. Online le notizie alternative ci sono ma è difficile che qualcuno se le vada a cercare. Spero invece che si faccia un uso alternativo di questo strumento che ha delle possibilità enormi”.
Il giornale si attribuisce poi il brano “Non siete Stato voi”, che potrebbe essere un editoriale de “Il Fatto Quotidiano”:
“Non siete Stato voi che brindate con il sangue di chi tenta di far luce sulle vostre vite oscure. Non siete Stato voi che vorreste dare voce a quotidiani di partito muti come sepolture”.
“E’ proprio un pezzo di pancia. Che non ha neanche la caratteristica ironia delle cose che faccio, non faccio nemmeno la voce tipica per la quale sono conosciuto. E come quando non cela fai più e non ti va più neanche di scherzare. Se uno come me arriva a parlare della realtà che lo circonda senza aver più voglia di scherzare vuol dire che tutte le carte sono state giocate. Che rimane? L`indignazione fortissima e la rabbia che si sono tradotte in quel pezzo”.
5) Intervista del 26 febbraio 2011
tratta dal sito:
http://bari.repubblica.it/dettaglio-news/16:17-16:17/3923220
Semplicemente “La Repubblica” non fa altro che riportare l’intervista di Andkronos, già pubblicata in un precedente articolo.

Sabato 26.02.2011 Ore 17.04
Musica: Caparezza eretico a gamba tesa su politica e tv, “Legalize the premier”/Adnkronos
(Adnkronos) – Cosi’, nel brano cantato insieme ad Alborosie, siciliano trapiantato in Jamaica e diventato una celebrity del reggae, Caparezza canta: “Ogni capo deve avere un capo di imputazione”. E ancora: “Mi atteggio da messia ma non mi fido di Pietro, io mi fido solo di chi dice: ‘Firmo il decreto!’”. Fino al verso che sembra un riferimento al sexygate: “Ora che sei castaman hai caste amanti, hai qualche minorenne nei tuoi tanti party”. “Sono abituato alle reazioni politiche -dice Caparezza- perchè gia’ in passato ho toccato argomenti politici e ci sono state reazioni forti. Ma se qualche testo è molto duro si deve al fatto è dichiaratamente eretico. Io mi sento eretico nel senso che adoro scardinare i dogmi, siano essi religiosi, politici o sociali. Io la risposta: ‘E’ così e basta’ la cancellerei per sempre. E poi un artista fa questo: osserva la realtà che lo circonda e la imprime come una foto nella musica”. Ma i dogmi da confutare non si limitano per Caparezza a Palazzo Chigi: “Un cantante che dice ‘Chi se ne frega della musica’ dice un’eresia. Ma mi piace scardinare anche il dogma che la musica sia così importante”. Per Caparezza il brano ‘manifesto’ dell’album è ‘Il mio sogno eretico’: “Ho voluto rendere omaggio a tre celebri eretici finiti al rogo. Quello a cui sono più affezionato è Giordano Bruno, il più intellettuale, Savonarola mi assomiglia di meno è più moralista e Giovanna D’Arco troppo scriteriata”.
(24 febbraio 2011 ore 16.32)
6) Presentazione del programma “Uno in musica – Caparezza” (solo su Sky) del 24 febbraio 2011
tratta dal sito:
http://guidatv.sky.it/guidatv/programma/ragazziemusica/musica/uno-in-musica-caparezza_192142.shtml
Uno in musica – Caparezza
Canale 109
Martedì 01/03 23:10
Canale 110
Mercoledì 02/03 00:10
A tu per tu con Caparezza: un’ intervista con domande confidenziali per conoscere meglio il suo rapporto con la musica e i suoi affetti. Oltre all’aspetto musicale e artistico Caparezza ci parla anche di se stesso, dei suoi interessi, delle sue passioni e delle curiosità del suo quotidiano.
In questo speciale l’artista ci parla anche del suo nuovo singolo “Goodbye Malinconia” dove ha duettato con Tony Hadley, cantante degli Spandau Ballet mitica band degli anni 80. Sul set video abbiamo intervistato l’ex frontman della band per capire come è nata questa bizzarra collaborazione.
7) Video – intervista del 24 febbraio 2011
tratta dal sito:
http://video.corriere.it/inquietato-italia-oggi/81156052-4049-11e0-9e6f-a362a9c0857e
Clicca sul link per vedere l’intervista.
Intervista del 25 febbraio 2011
tratta dal sito:
http://www.blitzquotidiano.it/musica-showblitz/caparezza-ereseia-reggae-rap-berlusconi-763472/
Caparezza presenta “Il sogno eretico”: nel nuovo album anche un brano reggae su Berlusconi
Milano 25 febbraio 2011, h 09:58– Non ci sono solo eresie religiose nel viaggio onirico di Caparezza: il suo nuovo disco “Il sogno eretico” ne passa in rassegna di sociali, storiche, mediatiche e chi più ne ha, più ne metta, dedicando anche un brano reggae al premier Silvio Berlusconi. Con il consueto sguardo tagliente e divertente sulle contraddizioni che ci circondano, il rapper di Molfetta non risparmia nessuno, tantomeno la politica.
Alla nostra classe dirigente va anzi un pensiero speciale, “Legalize the premier”, brano inciso insieme ad Alborosie, ex cantante dei “Reggae National Tickets”:
”Oltre che sul premier attuale, questa canzone è anche sui premier che verranno – racconta Caparezza, presentando il disco oggi a Milano – Temo che una volta attivati e istituzionalizzati certi meccanismi, tutti ormai sappiano che se ne possono approfittare e lo possono fare alla luce del sole”.
Bando ai mezzi termini, l’Italia è attualmente ”senza speranza” secondo Caparezza, in una dinamica per cui i cittadini vengono quotidianamente ”abusati dalla politica”.
”Uno dei paradossi che metto in luce con ‘Legalize the premier’, da non fumatore e non proibizionista, è per esempio l’accanimento contro la marijuana, quando poi viene legalizzato il falso in bilancio”.
Noi italiani, sostiene il rapper,
”dovremmo recuperare il nostro elemento critico, capire che non esistono i leader, ma che abbiamo votato solo una persona, scelta da noi”.
Ed è ormai difficile, riflette con il brano “La ghigliottina”, continuare a scendere in piazza e manifestare, quando ogni cosa ”è strumentale e facinorosa a prescindere”. “Goodbye malinconia”, primo singolo del disco, racconta invece degli italiani emigrati all’estero e sposta il disco su sonorità insolitamente anni ’80, grazie al duetto con Tony Hadley degli Spandau Ballet.
All’industria musicale e alle sue contaminazioni televisivo-mediatiche, alla ”Endemol Generation attaccata morbosamente a ciò che non è arte” è poi dedicata “Chi se ne frega della musica”,
”un pò contraddittorio, come titolo, detto da uno che fa la musica – ride Caparezza, sotto la folta chioma nera – ma io mi sono sempre sentito un eretico”.
Costruito come un lavoro corale, in cui tutti i pezzi seguono un fil rouge comune e in cui compaiono sempre più brani suonati e chitarre elettriche, “Il sogno eretico” si apre con un estratto dal “Nessun dorma” di Puccini, seguito dal brano “Tutti dormono”, un doppio monito ”a rimanere svegli e a tenere gli occhi aperti”. Già sold out a Roma e Milano, Caparezza sarà in tour dal prossimo 16 marzo. Sul palco, anticipa, non mancheranno i momenti teatrali con tanto di boia incappucciati:
”Ci sarà molta eresia, una vera pirotecnia umana”.
9) Intervista del 25 febbraio 2011
tratta dal sito:
venerdì 25 febbraio 2011, 08:00
Le eresie a metà di Caparezza
Per davvero Caparezza è uno dei pochi giovani cantanti che, più che conosciuti, sono riconosciuti. Per lo stile, un bel miscuglio di hip hop e rock. E per l’arguzia delle parole. Stavolta poi: Il sogno eretico è la sua migliore collezione di testi perché, da “Chi se ne frega della musica” a “Marchetta di Popolino”, riesce a rimanere in equilibrio sul filo che da Giovanna D’Arco e Giordano Bruno (due eretici, appunto) passa per la Rivoluzione Francese (La ghigliottina) e arriva al futuro di “Goodbye malinconia” (con Tony Hadley degli Spandau Ballet) . Pungente. E memorabile, perché nessuno è così perfido da svelare in una canzone (Kevin Spacey) i finali dei film. Ma è coraggioso solo per metà perché, idee politiche a parte, “Legalize the premier” è uno di quei brani antiBerlusconi della serie “ti piace vincere facile”. Un eretico dovrebbe osare di più, dai, mica è Crozza.
10) Intervista del 25 febbraio 2011
tratta dal sito:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/25/rime-eretichecontroi-casta-man/93891/
Dal “Fatto Quotidiano” del 25 02 2011
Caparezza è tornato, rime eretiche contro i casta-man
Arriva il nuovo disco del rapper di Molfetta: “Per quelli che hanno tenuta alta la capacità di critica”. E con Alborosie canta “Legalize the premier”
È tutto pronto. Si accendano gli amplificatori, i lettori Mp3, i woofer nelle auto e, pronti per la dance-hall estiva, si connettano le orecchie al cervello. Caparezza è tornato: Il sogno eretico, il suo nuovo disco, esce il primo marzo. Il singolo “Goodbye malinconia”, con Tony Handley, online da alcuni giorni, ha già raccolto applausi.
Ma ascoltato intero, il disco risulta un insieme di stimoli, riflessioni, denunce, che faranno di sicuro parlare e ballare.
“Nei miei dischi è sempre prevalente l’aspetto sociale, ma in questo album ci sono un paio di pezzi che sono più esplicitamente politici”.
ci dice Michele Salvemini, in arte Caparezza, rapper da Molfetta classe 1973 noto per le rime intelligenti, la cantata nasale e un casco enorme di capelli ricci e neri. Due anni fa con il taranta-rap “Vieni a ballare in Puglia”, denunciò morti sul lavoro e scempi ambientali. Questa volta Caparezza è… l’eretico.
“Componendo il disco, mi sono accorto che parlavo sempre di personaggi collocabili nell’ambito dell’eresia: Galileo Galilei, Giordano Bruno”.
Gente che usa la propria testa.
Gli eretici sono coloro che hanno tenuta alta un’analisi critica di ciò che li circonda.
Non solo vegani che si scagliano contro Santa Romana Chiesa.
In ambito religioso è normale arrivare a scardinare i dogmi. Ma ci sono anche delle eresie, come le mie, che tentano di scardinare dei dogmi politici o sociali.
Caparezza eretico per vocazione?
Anche in ambito musicale. Sono quello che suona gli strumenti, che ha un passato tutto suo (in un’altra vita senza peli in faccia, è stato anche autore di pezzi melodici, ndr), che affronta temi che gli altri non affrontano. Ho sempre fatto di testa mia.
Quanti sono gli eretici in Italia?
Non ne vedo tantissimi, ma quei pochi sono facilmente riconoscibili.
Come?
Sono quelli che vengono attaccati continuamente per le loro prese di posizione. Sono quasi tutti quelli ai quali vogliono togliere la voce. Ricordiamoci che Giordano Bruno quando è stato trascinato a Campo dei fiori prima dell’esecuzione, aveva una morsa che gli ostacolava l’uso della lingua e non gli permetteva di parlare.
E poi il rogo.
Oggi non bruciano nessuno, ma infilano la morsa sulla lingua per evitare che possano parlare.
Ne “La Ghigliottina” canti di “Contestazioni negli atenei, cortei, No-qualcosa-day, ma il re si gratta gli zebedei più di Tom Hanks in Cast Away”.
Come si fa a fare la rivoluzione in un posto in cui non ti sente nessuno? E poi delegittimano ogni protesta, accusano tutti di essere condizionati da questa o quella parte politica.
E a che servono allora gli eretici?
Più forte è il dogma più importante è la presenza di chi lo scardina.
Canti che dall’Italia-Malinconia se ne vanno tutti. E ll tuo goodbye non è piaciuto al ministro Rotondi.
Ha detto che in un paese normale io non venderei i miei dischi. Sono completamente d’accordo. Perché vendo i dischi e questo significa che non è un paese normale.
Da Klaus Davi hanno detto che il tuo pezzo era contro Milano…
Ci pensi? Non c’è una sola parola contro Milano. Ci ho solo girato il video: se l’avessi girato a Pisa avrebbero detto che era un pezzo contro Pisa? È assurda la superficialità con la quale si maneggia l’arte oggi.
Con Alborosie in “Legalize the premier”, invece dei rasta-man parlate dei casta-man: “Sensimilla e ganja no ma il mio seme spargerò”.
Il discorso va oltre. Il seme che lui sparge non riguarda le vicende attuali. Questo governo, piuttosto, al potere da quindici anni, ha sparso il suo seme ovunque.
Nella giustizia per esempio.
Ha creato delle leggi che valgono per tutti. Il falso in bilancio è depenalizzato, e potrà approfittare chiunque. Come quando si asfalta una strada: poi ci passeranno sopra. Chiunque ora lo sa, chiunque, andando al governo, potrà fare delle leggi per depenalizzare reati che lo riguardano.
In “Chi se ne frega della musica” canti: “La rete non è Che Guevara anche se si finge tale”.
Le classifiche di iTunes sono uguali a quelle della tv. Online le notizie alternative ci sono ma è difficile che qualcuno se le vada a cercare. Spero invece che si faccia un uso alternativo di questo strumento che ha delle possibilità enormi.
“Non siete Stato voi” sembra un editoriale poetico per il Fatto Quotidiano: “Non siete Stato voi che brindate con il sangue di chi tenta di far luce sulle vostre vite oscure. Non siete Stato voi che vorreste dare voce a quotidiani di partito muti come sepolture”.
È proprio un pezzo di pancia. Che non ha neanche la caratteristica ironia delle cose che faccio: non uso nemmeno la tipica voce nasale per la quale sono conosciuto. È come quando non ce la fai più e non ti va più neanche di scherzare. Se uno come me arriva a parlare della realtà che lo circonda senza aver più voglia di scherzare vuol dire che tutte le carte sono state giocate.
Che rimane?
L’indignazione fortissima e la rabbia che si sono tradotte in quel pezzo.
Vedi qualche cambiamento all’orizzonte?
Spero che tutto quello che sta succedendo non allontani la gente col famoso “me ne frego”. Maturo una speranza nelle persone creative: spero che la capacità critica di ognuno riesca a contagiare tutto.
11) Intervista per il Messaggero – 1 marzo 2011
Intervista pubblicata su http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=140377&sez=HOME_SPETTACOLO il primo marzo 2011, ore 17:25 (ma credo che risalga a qualche giorno prima)
di Simona Orlando
ROMA – E’ una slavina di rime e citazioni Michele Salvemini, in arte Caparezza, che oggi pubblica “Il sogno eretico” (Universal), confermandosi rapper poco ortodosso, più amante degli strumenti che dei campionamenti, più eretico che erotico. C’è di tutto in queste nuove sedici tracce: l’hip hop, l’hard rock, il reggae, il pop, la musica medievale, la canzone e la canzonatura. C’è l’ironia e la rabbia.
Tra il quiz “Chi vuol essere lasciato in pace?”, un brano in cui rivela tutti i finali dei film (tanto il cattivo è Kevin Spacey) o un altro in cui fa la lista degli incidenti domestici, riesce a inserire l’attualità, se la prende col popolino, con i politici dal carisma di Ciccio di Nonna Papera o sui quali dare una mano di antiruggine, passa liscio da Shakespeare a Vanna Marchi, dal Nanni Moretti di “Sogni d’oro” ai fumetti, dalla Turandot ai talent, ridicolizza la fine del mondo (nel 2012 nemmeno un temporale), mette i casta-man al posto dei rastaman, cita Gaza e Guantanamo, Giordano Bruno, Giovanna D’ Arco, Savonarola, immagina il dito medio di Galileo alla testa di un corteo e Dio che scappa via in moto, ma i superpoteri li riconosce agli eroi operai. Sono talmente densi i suoi testi che le rime più ispirate rischiano di passare inosservate. “Il sogno eretico” è la sveglia che trilla da questa mattina, a ricordare che “la situazione è più grave di un basso tuba”.
E’ ossessionato dalla pratica del “me ne frego”?
«Insieme al “me ne infischio”, “tanto è così” o “così fan tutti”, è la frase che sento ripetere di più in giro, è un dogma, direi. Questa rassegnazione è il nostro vero dramma».
Qual è il suo “sogno eretico”?
«Sogno un paese che eserciti il suo senso critico e non difenda a tutti i costi chi sbaglia. Il termine eresia col passar del tempo è diventato sinonimo di sciocchezza, invece è storicamente nobile, è la conservazione dello spirito che mette in discussione i dettami. E’ fondamentale tenere acceso il pensiero invece di “accendere” gli eretici».
Tra gli eretici metterebbe Assange e Saviano?
Nella misura in cui si basano su documenti e fatti e non su supposizioni, come Galileo, che aveva un approccio scientifico. Oggi si tende a soggettivizzare tutto, si può essere colpevoli e perseguitati allo stesso tempo. Come è possibile? E’ illogico, bisogna ritrovare l’oggettività. Io non sono tesserato né portavoce di un partito, ricerco la verità, così non sono vittima della propaganda. Ad esempio sento dire che questo è un paese di comunisti, eppure da quando sono nato non li ho mai visti al governo, non so dove siano». Non è l’unico a dire queste cose. L’eretico in genere rivela novità.
Se le stesse riflessioni vengono fatte in modo non retorico possono creare interesse e risultare nuove all’orecchio.
“Goodbye Malinconia” è un vero e proprio brano anni ’80, con tanto di voce degli Spandau Ballet. Come è nata l’idea?
«Associo il sentimento della malinconia alla musica di quegli anni così ho messo una sequenza di accordi e una linea melodica tipica del periodo e ho convocato la sua icona. Volevo trasmettere un senso di nostalgia».
A Tony Hadley ha spiegato il testo?
«Certo, ma non sono stato io a distruggere l’idea che aveva dell’Italia. Tutta l’Europa è al corrente di quanto succede qui. La parte cantata in inglese è farina del suo sacco. Quando scrive “avevamo tutto e abbiam finito per perderlo” si riferisce al mondo intero. Il brano gioca su una doppia valenza: io parlo dello Stato, lui dello stato d’animo».
“Da qua se ne vanno tutti” insiste nel ritornello. Restare è un atto di coraggio o di vigliaccheria?
«Oltre agli emigranti veri ci sono gli aspiranti-emigranti, che se ne andrebbero volentieri e poi per vari motivi, principalmente affettivi, restano. Magari cambiano lavoro e non paese, si accontentano di un posto che non c’entra nulla con gli studi che hanno fatto. Poi ci sono quelli che cambiano paese per lavoro, i ricercatori, i cervelli in fuga che vanno via per necessità, in sistemi più meritocratici, ma avrebbero preferito rimanere. Infine ci sono quelli che restano con l’intento preciso di combattere, ma non si può chiedere loro di farlo tutta la vita senza ricevere nulla in cambio. Ci sta che si stanchino e scappino».
Il Ministro Rotondi su KlausCondicio l’ha accusata di infangare l’immagine dell’Italia e ha aggiunto che in un paese normale Caparezza non venderebbe un disco.
«Ha ragione, ma io vendo molti dischi quindi questo non è un paese normale. Lo dico da anni nei miei testi! Mi sembra inoltre che non ci sia bisogno della mia faccia per fare figuracce all’estero. E comunque vorrei spezzare una lancia a favore del Ministro: in realtà è Klaus Davi ad avere una pessima opinione di me e non ha fatto altro che imboccare Rotondi».
C’è qualcosa che la rende orgoglioso di questa Italia?
«L’arte, il modo creativo di reagire alle cose. Abbiamo avuto artisti capaci di intuizioni geniali nei periodi più bui, sappiamo fare capolavori durante le avversità».
In “Messa in moto” Dio è più un personaggio alla Easy Rider…
«Se esiste un’entità che ha creato la terra non è come ce la dipingono. Un signore anziano, seduto, con la barba, che ama le canzoni da catechismo? Guardandomi intorno noto nella natura un’energia incontenibile, un dinamismo straordinario, più simile a un concerto dei Kiss, a un raduno rock. Se avessi tanti fan quanto Lui mi aspetterei di non vederli sempre in lacrime».
“Legalize the premier” è un duetto reggae con Alborosie. Chi sono i furbetti in erba?
«I politici a venire, i nati sotto il segno del berlusconismo. Non parlo del premier in particolare, ma del seme inoculato nel sistema politico italiano. Il messaggio che è passato è che se sei al potere puoi modificare le leggi a tuo piacimento, puoi decidere che la marijuana è illegale e il falso in bilancio no».
“Se non ci fosse questo premier voi comunisti non sapreste di cosa parlare…”
«Mettetemi alla prova».
In “La Ghigliottina” canta “Contestazioni negli atenei, cortei, No-qualcosa-day, ma il re si gratta gli zebedei più di Tom Hanks in Cast Away”.
«Aggiungo “c’è una giunta più sorda di quando Beethoven compose la nona”. Chi grida non viene ascoltato, viene delegittimato o messo per forza all’interno di una fazione».
Sta invidiando l’ondata di ribellione magrebina?
«E’ drammatico ma positivo sollevarsi davanti a un tiranno. Sono i giovani che si stanno muovendo perciò non temo il fondamentalismo. Credo sia una rivoluzione genuina e non strumentale. Provo invidia per la loro coesione, non stanno reagendo per l’una o per l’altra parte politica ma per il bene comune».
“Non devi perdere la testa” ripete come un mantra, come si fa a rimanere sani?
«Non mi reputo un uomo salvo. L’ironia è un gran calmante».
“Non siete Stato voi” non è per niente ironica, va giù duro coi parlamentari: saltimbanchi da salotti, servi che noleggiano vestiti da sovrani e rimboccano le bandiere sulle bare per pulirsi la coscienza…
«Ogni tanto mi capita di essere serio e seguire più l’umore che l’umorismo. E’ il brano più cantautorale e indignato che abbia mai scritto. Avevo bisogno di sfogarmi. Credo che la porterò al concertone del Primo Maggio».
Le manca la musica in tv?
«In tv c’è solo l’illusione della musica. O i drammi personali, i litigi. Ma ora pare che stiano funzionando meglio le televendite».
Da buon eretico è stato preveggente e in “Chissenefrega della musica” ha scritto “Cominciare con i temi di cui parla Faber e finire per un mese sull’isola a far la fame”.
«L’ho scritto un anno prima che la nipote di De André andasse davvero naufraga. A volte la realtà ha più fantasia di me e questa cosa mi fa una rabbia enorme».
Una curiosità: oggi esce in contemporanea il suo primo best per la Emi. Non danneggerà le sue vendite di “Il sogno eretico”?
«Ho cambiato etichetta discografica e sui miei vecchi lavori non ho alcun potere decisionale. Non avrei mai scelto di farlo uscire lo stesso giorno. Si vede che lì mi vogliono molto bene».
Il suo live parte il 16 marzo da Andria, il 19 è al Tendastrisce di Roma e così via fino all’estate. Tra i successi inserirà “Non amarmi “ e ”Sarà perché ti amo” come in “Che bella giornata” di Checco Zalone?
«Mi dispiace deludere le aspettative ma farò teatro-canzone».
Un antidoto per la situazione generale?
«Io non ho soluzioni, mi limito a porre problemi. Se pensi che possa cambiare il mondo ti sbagli alla grande. È già tanto se mi cambio le mutande»
12) Intervista per il Secolo XIX
Intervista pubblicata su http://www.ilsecoloxix.it/p/cultura/2011/03/01/AOxCpsB-eretici_salveremo_noi.shtml
Caparezza l’eretico. Michele Salvemini da Molfetta ammette una infatuazione per i movimenti eretici e li canta, con mille implicazioni, nel nuovo album “Il pacco eretico”. Lui ortodosso non è mai stato e stavolta ancora meno. Canta il dito medio di Galileo Galilei custodito, come dice lui, al Museo della Scienza di Firenze e confessa di essere un fan di Giordano Bruno. Il più grande eretico nella storia della musica è Frank Zappa. E poi Brian Wilson dei Beach Boys.
“A Giordano Bruno voglio molto bene» racconta Caparezza «lo hanno bruciato con la lingua nella morsa perché era un grande affabulatore che, anche rincorrendo gli ultimi respiri, avrebbe potuto essere persuasivo. Non per nulla l’hanno bruciato con la lingua inchiodata nella morsa e prima che gli togliessero per sempre la possibilità di esprimersi disse: avete più paura voi di me. Frank Zappa è il più eretico dei musicisti per il periodo storico che ha attraversato. Basti ricordare che è stato contemporaneo dei Beatles eppure ha seguito un percorso lontanissimo. E poi c’è Brian Wilson lo sperimentatore: lui aveva già fatto tutto».
È un po’ di tempo che Caparezza si è infatuato degli eretici e li studia. Ma questo album ha pure doti di preveggenza. Perché attacca la discografia «e già così sono un eretico» in “Chi se ne frega della musica”, poi celebra senza mai citarli Giovanna D’Arco, Gerolamo Savonarola e Giordano Bruno in “Sono il tuo sogno eretico”. Ma soprattutto attacca il sistema in “Non siete stato voi”:
«È il brano più drammatico e cantautorale. L’ho scritto di pancia, rinunciando a quel mio tono di voce nasale. È la voce registrata a casa mia, in studio non sono stato capace di ripeterla. Il liquido amniotico di notizie sbandate che ci arrivano quotidianamente mi ha spinto in una situazione di stallo. Avevo bisogno di forzare, di rompere il muro. Io non mi sparerò in una stanza d’albergo, come hanno fatto certi colleghi. Perché so che continuerò a fare questo mestiere. Da tutti gli altri dipende il successo, ma la passione è solo mia».
Ma le sedici canzoni sono tutte un pugno allo sterno. Lasciano senza fiato. Lo stesso Caparezza invita a un ascolto graduale. In alcuni momenti sembra che sia un preveggente:
«Me lo chiedono spesso se leggo il futuro. Il dubbio mi viene: Savonarola predisse la morte di Lorenzo De Medici. Io parlo dei reality e sembrava che già sapessi che la figlia di Cristiano de André, nipote di Fabrizio, sarebbe andata all’Isola del famosi: la canzone l’ho scritta un anno fa. Mi sento eretico e nel campo dell’hip hop sono certo di esserlo».
Dopodiché, giusto per non lasciare nulla sotto silenzio, in “House Credibility” Caparezza spiega che gli incidenti domestici sono decisamente superiori a quelli che avvengono in strada, siamo oltre quattro milioni:
«Però passano sotto silenzio. Ne deduco che il più forte sono io che sopravvivo alla casa».
Oggi l’hip hop è una moda. Tutti si sentono rapper. Caparezza, con Fabri Fibra, è forse il più caustico:
«È una cultura il rap, la cifra stilistica della composizione. Io ho sempre prediletto la scrittura, avevo come esempio Frankie HI-NRG. Lui nei suoi testi scriveva supplicante, cenobita, stilita e io scoprivo così nuovi orizzonti. Mi piace questa forma di apprendimento. La musica è un prisma con tanti lati».
E proprio da una di queste sfaccettature viene fuori la collaborazione con Tony Hadley degli Spandau Ballet, che canta in “Goodbay malinconia”:
«Non ascolto ciò che è smaccatamente pop. E negli anni ’80 c’è stato molto di smaccatamente pop. E poi quel decennio mi suscita melanconia. Ma devo riconoscere che lui è stato fantastico, un perfezionista: mai contento. La sola alternativa poteva essere Marc David Hollis dei Talk Talk».
Caparezza, a modo suo e a patto di non chiedergli di diventare un attivista, è sempre stato un autore impegnato. Il suo «andiamo a ballare in Puglia» (errore di chi ha scritto l’articolo, il vero titolo è “Vieni a ballare in Puglia”) ha coperto di allegria un fenomeno triste, di sfruttamento del lavoro nero. Ma la musica piò cambiare il corso delle cose?
«Mi piacerebbe. So che alcune mie canzoni le hanno cantate nei cortei. Io non sto con nessuno, chiedo spesso asilo politico in base alle idee che combaciano con le mie. Leggo i giornali e divento subito triste. Ma non respingo la politica, anzi mi interessa. Voglio dire però che non tutti i politici sono uguali, c’è anche chi lavora ancora per il bene comune. L’eresia è scardinare i dogmi e ci si può riuscire. E comunque non smetterò mai di credere che in fondo al tunnel c’è sempre una luce».
13) Caparezza su Panorama – 4 marzo 2011
Questa non è una vera intervista, ma solo un articolo che parla di Caparezza tramite pezzi di intervista scopiazzati a destra e sinistra…
Ecco il link:
Caparezza su Panorama: con il suo nuovo singolo “Chi se ne frega della musica” critica l’odierno mercato discografico
Michele Salvemini, noto come Caparezza, spopola con il suo nuovo brano dai toni decisamente provocanti e critici, dal titolo già di per se’ eloquente e sintetizzante il testo, “Chi se ne frega della musica”. Il cantautore salentino non risparmia niente e nessuno in questo suo arguto singolo in cui prende di mira tutti gli artisti che pretendono di scalare la vetta musicale non grazie al loro vero talento ma con altri mezzi trasversi.
Già nell’intro il testo mostra la sua verve mentre si scaglia contro chiunque sottovaluti il mondo della musica, contro quel pubblico sempre affamato di gossip effimero che però non mostra la stessa curiosità nei confronti dei veri artisti.
“Sul ponte legato ad un masso ci sta un discografico che… è stato portato al collasso per colpa di un c***o di mp3. Gli artisti anche i più alternativi gli gridano “Meglio così!” Ma piangon come bambini perché voglion dare alle stampe un cd”.
Con parole che sfiorano toni ironici da un lato e toni leggermente arrabbiati dall’altro, Caparezza critica spregiudicatamente tutti coloro i quali sono figli della nuova generazione “chi se ne frega” di tutto e di tutti, serbando atteggiamenti indifferenti e per niente critici verso i cantanti. Si arriva poi al ritornello nel quale il cantautore salentino se la prende anche con i cosiddetti arrivisti con la sete di successo immediato ottenuto ad ogni costo e con qualsivoglia mezzo.
“Tu mi invidi, sorridi, mi proponi un affare, cominciare con i temi di cui parla Faber e finire per un mese sull’Isola a far la fame”.
Non mancano dunque pungenti commenti su gli pseudo artisti che raggiungono la fama con una canzoncina e, caduti in oblio, per ravvivare la popolarita’, partecipano ai reality show piu’ svariati, perdendo la dignita’ ma acquistando la notorieta’.
“Il video che mi fanno mentre lecco un orinale e’ cliccato piu’ del video ufficiale della mia label” e poi continua con: “Io non faccio musica ma il cacchio che mi pare, faccio rosicare chi ama il genere musicale, non parlo male di un collega o di un presunto tale, ma riciclo il suo cd per Natale”.
Ogni riferimento è puramente casuale o s riferisce esplicitamente al suo compagno di etichetta Fabri Fibra?! E ancora la sua lamentela nei confronti dei presunti artisti usciti dai talent show si estende fino alle note finali, quando afferma con fermezza:
“Al primo posto nella classifica digitale che tu ci creda o meno c’è solo chi vince i talent e io non so cantare, già, ma soprattutto non so piangere in pubblico per bucare lo schermo”.
Se l’obiettivo del rappar salentino era quello di colpire nel segno il nuovo mondo della musica italiana, a pochi giorni dalla celebrazione della musica italiana con il Festival di Sanremo 2011, c’è riuscito alla grande!
14) Caparezza su Il corriere dello sport.it
Pubblico questo articolo solo perché parla di Caparezza, e non perché ritengo giusto ciò che in essa viene affermato…anzi mi dissocio in toto.
Tratto dal seguente link
http://www.corrieredellosport.it/calcio/fuori_dal_campo/2011/03/03-158856/Calcio-pallavolo+nell%E2%80%99ultimo+album+di+Caparezza)
Calcio-pallavolo nell’ultimo
album di Caparezza
Michele Salvemini, che è il vero nome del 37enne musicista di Molfetta, si prende una robusta licenza poetica rispetto alla realtà.
ROMA, 4 marzo - Diavolo d’un Caparezza, nel suo ultimo album appena uscito, “Il sogno eretico” è riuscito ad infilare un po’ di sport alla sua maniera. Calcio e pallavolo compaiono in una strofa della canzone “Cose che non capisco”, una raffica di messe a fuoco sulle stranezze d’Italia secondo Caparezza, messe sotto forma di quiz, divise per argomenti. Ecco cosa canta nel secondo argomento del quiz.
SPORT: Campioni del mondo 2006 e l’anno dopo mondiali di pallavolo, nazionale sul podio, perché non si fa festa perché se ne parla così poco?
Ad onor del vero Michele Salvemini, che è il vero nome del 37enne musicista di Molfetta, si prende una robusta licenza poetica rispetto alla realtà, perchè se è vero che nel 2006 i calciatori di Lippi hanno vinto il titolo mondiale, è altrettanto vero che, purtroppo, l’anno successivo la pallavolo (che ha in calendario i mondiali nelle stesse annate del calcio) non ha fatto altrettanto. Caparezza probabilmente voleva intendere gli Europei femminili, vinti trionfalmente dalle azzurre di Massimo Barbolini, che poi bissarono l’impresa in Polonia nel 2009. La pallavolo chiude un occhio e ringrazia per la citazione. Poco simpatico invece, lo sgarbo di Caparezza ai giovani appassionati di cinema: nella canzone Kevin Spacey rivela il finale di una decina di film. Imperdonabile.


