Terza e penultima parte dedicata al testo di Goodbye Malinconia: in questo post “basso tuba”, “Andromeda” e “Gary Coleman”.
Dopo aver spiegato le prime note in precedenti articoli, leggi in fondo alla pagina le note numero otto, nove e dieci.
Il testo di Goodbye Malinconia
A Malinconia, tutti nell’angolo tutti che piangono,
toccano il fondo come l’Andrea Doria1.
Chi lavora non tiene dimora, tutti in mutande, non quelle di Borat2.
La gente è sola, beve poi soffoca come John Bohnam3.
La giunta è sorda più di Beethoven quando compone la “Nona4”.
e pensare che per Dante questo era il “Bel paese là dove ‘l si sona5”,
per pagare le spese bastava un diploma, non fare la star o l’icona
né buttarsi in politica con i curricula presi da Staller Ilona6.
Nemmeno il caffè sa più di caffè, ma sa di caffè di Sindona7.
E poi se ne vanno tutti. Da qua se ne vanno tutti.
Non te ne accorgi ma da qua se ne vanno tutti.
Goodbye Malinconia
Come ti sei ridotta in questo stato?
Goodbye Malinconia
Dimmi chi ti ha ridotta in questo stato.
Goodbye Malinconia
Come ti sei ridotta in questo stato?
Goodbye Malinconia
Dimmi chi ti ha ridotta in questo stato d’animo.
Cervelli in fuga, capitali in fuga, migranti in fuga dal bagnasciuga.
E’ Malinconia, terra di santi subito e sanguisuga.
Il paese del sole in pratica oggi paese dei raggi UVA.
Non è l’impressione, la situazione è più grave di un basso tuba8.
E chi vuole rimanere ma come fa, ha le mani legate come Andromeda9,
qua ogni rapporto si complica come quello di Washington con Teheran,
si peggiora con l’età, ti viene il broncio da Gary Coleman10.
Metti nella valigia la collera e scappa da Malinconia.
Tanto se ne vanno tutti. Da qua se ne vanno tutti.
Non te ne accorgi ma da qua se ne vanno tutti.
Goodbye Malinconia
Come ti sei ridotta in questo stato?
Goodbye Malinconia
Dimmi chi ti ha ridotta in questo stato.
Goodbye Malinconia
Come ti sei ridotta in questo stato?
Goodbye Malinconia
Dimmi chi ti ha ridotta in questo stato.
Goodbye Malinconia
Maybe tomorrow i hope we find tomorrow.
Goodbye Malinconia
Hope did we get here, how did it get this far.
Goodbye Malinconia
We had it all, fools we let it slip away.
Every step was out of place
and in this world we fell from grace,
looking back we lost our way,
an innocent time we all betrayed
and in time can we all learn,
not to crawl away and burn.
Stand up and don’t fall down.
Be a king for a day,
in man we all pray.11
Spiegazione delle note:
Basso tuba
Il basso tuba: uno strumento musicale amato da Federico Fellini e Alberto Sordi, protagonista della puntata del 5 agosto 2010 del programma televisivo Super Quark, nella rubrica “Come si fa”.
Guarda questo video per saperne di più:
Comunque riassumiamo alcune informazioni, anche se il video di Super Quark è già molto esauriente.
Il basso tuba è uno strumento a fiato che fa parte della famiglia dei flicorni. Fu inventato intorno al 1830 ed è costituito da quattro pistoni e da un grosso tubo avvolto in forma ellittica. Utilizzata soprattutto in orchestra, la famiglia delle tube comprende:
- la tuba bassa
- la tuba contrabbassa
- la tuba wagneriana (fatta costruire appositamente da Richard Wagner per la Tetralogia).

Le tube (flicorno basso e flicorno contrabbasso) sono strumenti musicali a fiato, i più gravi dell’intera famiglia dei flicorni, a loro volta appartenenti agli ottoni.
Si spiega quindi perchè Caparezza in questo testo dice che “la situazione è più grave di un basso tuba”.
La maggior parte del repertorio per tuba è scritto in chiave di basso con note reali.
In musica, l’altezza è la qualità che permette di distinguere se un suono è più acuto o più grave rispetto ad un altro; essa dipende dalla frequenza delle vibrazioni: un suono è tanto più acuto (più “alto”) quanto è maggiore il numero delle vibrazioni; o viceversa. L’unità di misura della frequenza è l’hertz, dal nome del noto fisico tedesco. Si abbrevia Hz ed equivale ad un periodo (quando non specificato diversamente in musica il mezzo di propagazione delle onde sonore è l’aria, quindi un periodo corrisponde alla sequenza: zona compressa e zona rarefatta dell’aria).
Nel primi anni del jazz la tuba venne utilizzata spesso come supporto ritmico delle orchestrine.
9) Andromeda
Andromeda attualmente è una importante ed estesa costellazione del cielo boreale.
Essa è una costellazione autunnale, che culmina a mezzanotte intorno al 10 Ottobre. La sua posizione molto boreale la rende però ben osservabile dall’ estate fino all’ inizio dell’ inverno.
La mitologia narra che Atena (Minerva) trasformò Andromeda in costellazione e la pose accanto alla madre Cassiopea ed a Perseo, separata dal mostro marino solamente dalla costellazione dei Pesci.

Infatti Caparezza si riferisce al mito di Andromeda, rintracciabile appunto nella mitologia greca.
Rappresentata da una fanciulla con le mani incatenate, Andromeda è la bellissima figlia del re Cefeo e della superba regina etiopica Cassiopea. Secondo la mitologia greca quest’ultima aveva osato vantarsi di essere più bella di Era (Giunone) e delle ninfe marine, le Nereidi. Una di loro, Anfitrite, era sposa del dio del mare Poseidone (Nettuno, il dio del mare).
Le ninfe, capricciose e maligne, offese da tanta presunzione di Cassiopea, avevano chiesto vendetta al loro protettore Poseidone, il quale per punire Cassiopea, inviò un mostro marino (Cetus, la balena) a devastare il regno del re Cefeo. Sbigottito per le devastazioni, con i sudditi che reclamavano una sua reazione, l’assediato Cefeo si rivolse all’Oracolo di Ammone per trovare una via d’uscita. Gli fu detto che per quietare il mostro doveva di sacrificare la sua figlia vergine, Andromeda, incatenandola ad uno scoglio, lasciandola in balia del mostro ad espiare le colpe della madre Cassiopea.
Ecco che allora l’innocente Andromeda fu incatenata a una costa rocciosa per espiare le colpe della madre, che dalla riva guardava in preda al rimorso. Secondo la leggenda questo evento si verificò sulle coste del Mediterraneo, a Joppa (Giaffa), la moderna Tel Aviv. Mentre Andromeda se ne stava incatenata alla rupe battuta dalle onde, pallida di terrore e in lacrime per la fine imminente, fresco dell’impresa della decapitazione , capitò da quelle parti. Il suo cuore fu rapito alla vista di quella fragile bellezza in preda all’angoscia.
Il poeta ci dice che Perseo in un primo momento scambiò Andromeda per una statua di marmo. Ma il vento che le scompigliava i capelli e le calde lacrime che le scorrevano sulle guance gli rivelarono la sua natura umana. Perseo le chiese come si chiamava e perché era incatenata lì. Andromeda, completamente diversa dalla sua vanitosa madre, in un primo momento, per timidezza, neanche gli rispose; anche se l’attendeva una morte orribile fra le fauci bavose del mostro, avrebbe preferito, per modestia, nascondere il viso tra le mani se non le avesse avute incatenate a quella roccia.
Statua di Perseo, Canova, Musei vaticani, Roma, Italia
Perseo continuò a interrogarla. Alla fine, per timore che il suo silenzio potesse essere interpretato come ammissione di colpevolezza, gli raccontò la sua storia, che interruppe improvvisamente, lanciando un urlo di terrore alla vista del mostro che, avanzando fra le onde, muoveva verso di lei. Un attimo di pausa, per chiedere ai genitori di Andromeda di concedergli la mano della fanciulla, e Perseo si lanciò contro il mostro, lo uccise con la sua spada e lo trasformò in pietra facendogli vedere la testa di Medusa (che pietrificava chiunque l’avesse guardata). Così liberò l’estasiata Andromeda fra gli applausi degli astanti e la fece sua sposa. Più tardi Andromeda gli diede sei figli, compreso Perses, progenitore dei Persiani, e Gorgofone, madre di Tindaro, re di Sparta.
Narra la leggenda che Medusa una delle tre Gorgoni (Medusa, Euriale, Steno), l’unica alla quale il fato non avesse concesso l’immortalità, era un tempo tra le donne più belle. Invaghitasi di Poseidone, aveva fatto con lui l’amore nel tempio d’Atena. Quest’ultima profondamente irritata dall’affronto subito, aveva trasformato la fanciulla in un orribile mostro: le mani le aveva trasformate in pezzi di bronzo; aveva fatto comparire delle ali d’oro e ricoperto il corpo di scaglie; i denti erano diventati simili alle zanne di un cinghiale; i capelli erano stati trasformati in serpenti ed al suo sguardo aveva dato la capacità di trasformare in pietra chiunque la guardasse negli occhi.
Testa di Medusa, Bernini, Musei Capitoli (Appartamento dei Conservatori, Sala delle Oche), Roma, Italia

Finita la lotta, mentre Perseo liberava Andromeda, delle Ninfe del mare incuriose, rubarono un po’ del sangue che fuoriusciva dalla testa di Medusa che a contatto dell’acqua marina si trasformava in coralli. Da quel momento i fondali marini furono deliziati dalla presenza di questi straordinari echinodermi.

Come anticipato, alla morte di Perseo, la dea Atena, per onorare la sua gloria, lo trasformò in una costellazione cui pose affianco la sua amata Andromeda e la madre Cassiopea la cui vanità aveva fatto si che i due giovani si incontrassero. Ancor oggi, alzando lo sguardo verso il cielo, possiamo ammirare le tre costellazioni a ricordo della loro vita e soprattutto del grande amore dei due giovani.
9) Gary Coleman
Gary Coleman, celebre attore della serie televisiva “Il mio amico Arnold”, nato a Zion, Illinois, nel 1968, morto il 28 maggio 2010 a Salt Lake City, all’età di 42 anni.
In onda negli Stati Uniti dal 1978 al 1986, la serie “Il mio amico Arnold” arrivò al pubblico italiano negli anni Ottanta, quando Canale 5, ormai rete nazionale, ne fece un punto fermo della sua programmazione. Il segreto del successo era tutto concentrato nelle fattezze del protagonista assoluto dello show: un bambino afroamericano, piccolo e grassottello, dalla battuta fulminante e dall’irresistibile senso dell’umorismo. Per chi ha vissuto quella stagione televisiva, resta indimenticabile il “Che cavolo stai dicendo, Willis!”, con cui il ragazzino rimbrottava il fratello, alto e dinoccolato, interpretato dall’attore Todd Bridges. Arnold e Willis, due ragazzi neri cresciuti nel ghetto e atterrati come meteore nella dimensione altoborghese di una famiglia bianca, composta dall’algido signor Philip Drummond e da sua figlia Kimberly.
Nessuno, all’epoca, avrebbe mai sospettato che Arnold non fosse un attore-bambino dal talento straordinario. Ma pian piano la verità venne a galla.
Il suo sviluppo era stato compromesso da una forma di insufficienza renale (nefrite – una malattia congenita ai reni) che lo aveva torturato fin dall’infanzia. Nei suoi anni verdi Coleman passò attraverso due trapianti di reni, ma non riuscì a sottrarsi alla dialisi, suo malgrado compagna di una vita. Come conseguenza, la sua naturale crescita si interruppe in giovane età.
Quando per l’uomo Gary divenne insostenibile mantenere le sembianze del bambino Arnold, la tv lo abbandonò.
Abbandonata l’attività di attore, ha lavorato come guardia privata nello Utah dove si era trasferito nel 2005, comparendo di tanto in tanto in alcune produzioni minori o per qualche cameo. Ebbe anche un’esperienza politica nel 2003, quando annunciò la sua candidatura a governatore della California: a seguito della discesa in campo di Arnold Schwarzenegger, dichiarò di volersi ritirare e di appoggiare l’ex attore ma essendo ormai ufficialmente iscritto nella lista dei candidati non poté far depennare il suo nome dalla scheda elettorale. Nelle consultazioni Coleman ottenne 14.282 preferenze (0,16%) ed arrivò ottavo su 135.
Nell’agosto del 2007 (ma la notizia fu resa pubblica solo molti mesi dopo, nel febbraio 2008), Coleman sposò Shannon Price, conosciuta durante le riprese del film “Church Ball”. Dopo soli 8 mesi di matrimonio decise però di recarsi con la giovane moglie in diretta televisiva nel programma statunitense “Divorce Court” nel maggio 2008, ma, a differenza degli altri concorrenti del programma, con l’intento di salvare il matrimonio.
È stato arrestato due volte: nel 2008 per aver investito una persona in un parcheggio, e nel 2009 per presunte violenze domestiche. Successivamente, durante una trasmissione televisiva volta a riabilitarlo di fronte al pubblico, diede in escandescenze nei confronti di conduttori e giornalisti ed abbandonò precipitosamente la scena tra la costernazione generale.
A causa della grave forma di insufficienza renale cui l’attore era affetto fin dall’infanzia, aveva dovuto subire due trapianti di reni in giovane età, e si doveva sottoporre a dialisi giornaliere. Dopo essere stato sottoposto ad altre due operazioni chirurgiche nei primi mesi del 2010, secondo le ricostruzioni si sarebbe verificato un ulteriore incidente due notti prima di morire, nell’abitazione dell’attore a Santaquin, nei pressi di Salt Lake City, dove l’attore è caduto battendo la testa.
Dopo il trasporto d’urgenza in ospedale, le sue condizioni sono peggiorate il giorno successivo, quando ha perso conoscenza ed è andato in coma. Da allora è stato mantenuto in vita artificialmente per un altro giorno fino a che la moglie non ha richiesto il distacco delle apparecchiature. È morto all’ospedale di Provo il 28 maggio 2010, alle 20:05 (ora italiana).
Nel prossimo e ultimo articolo dedicato all’analisi del testo di Goodbye Malinconia, verrà inserita la traduzione dall’italiano all’inglese dell’ultima parte.
