L’ultimo singolo di Caparezza, come tutte le sue canzoni, presenta delle allusioni magari non chiare proprio al primo ascolto. Cerchiamo di chiarirle. In questo articolo si fanno approfondimenti sulle prime cinque strofe.

Analisi del testo di “Goodbye Malinconia” – Caparezza

Ecco riportato il testo della canzone: le parole di cui viene spiegato il significato sono colorate di rosso e identificate da una nota. In questo articolo vengono trattate solo le prime quattro note.

Il testo di Goodbye Malinconia

A Malinconia, tutti nell’angolo tutti che piangono,
toccano il fondo come l’Andrea Doria1.
Chi lavora non tiene dimora, tutti in mutande, non quelle di Borat2.
La gente è sola, beve poi soffoca come John Bohnam3.
La giunta è sorda più di Beethoven quando compone la “Nona4”.
e pensare che per Dante questo era il “Bel paese là dove ‘l si sona5”,
per pagare le spese bastava un diploma, non fare la star o l’icona
né buttarsi in politica con i curricula presi da Staller Ilona6.
Nemmeno il caffè sa più di caffè, ma sa di caffè di Sindona7.

E poi se ne vanno tutti. Da qua se ne vanno tutti.
Non te ne accorgi ma da qua se ne vanno tutti.

Goodbye Malinconia
Come ti sei ridotta in questo stato?
Goodbye Malinconia
Dimmi chi ti ha ridotta in questo stato.
Goodbye Malinconia
Come ti sei ridotta in questo stato?
Goodbye Malinconia
Dimmi chi ti ha ridotta in questo stato d’animo.

Cervelli in fuga, capitali in fuga, migranti in fuga dal bagnasciuga.
E’ Malinconia, terra di santi subito e sanguisuga.
Il paese del sole in pratica oggi paese dei raggi UVA.
Non è l’impressione, la situazione è più grave di un basso tuba8.
E chi vuole rimanere ma come fa, ha le mani legate come Andromeda9,
qua ogni rapporto si complica come quello di Washington con Teheran,
si peggiora con l’età, ti viene il broncio da Gary Coleman10.
Metti nella valigia la collera e scappa da Malinconia.
Tanto se ne vanno tutti. Da qua se ne vanno tutti.
Non te ne accorgi ma da qua se ne vanno tutti.

Goodbye Malinconia
Come ti sei ridotta in questo stato?
Goodbye Malinconia
Dimmi chi ti ha ridotta in questo stato.
Goodbye Malinconia
Come ti sei ridotta in questo stato?
Goodbye Malinconia
Dimmi chi ti ha ridotta in questo stato.

Goodbye Malinconia
Maybe tomorrow i hope we find tomorrow.
Goodbye Malinconia
Hope did we get here, how did it get this far.
Goodbye Malinconia
We had it all, fools we let it slip away.
Every step was out of place
and in this world we fell from grace,
looking back we lost our way,
an innocent time we all betrayed
and in time can we all learn,
not to crawl away and burn.
Stand up and don’t fall down.
Be a king for a day,
in man we all pray.11


Spiegazione delle note


1) Andrea Doria:

L’Andrea Doria, la prima nave transatlantico italiana del dopoguerra, fu varata il 16 giugno 1951 ed effettuò il suo viaggio inaugurale il 14 gennaio 1953.

La nave prese il suo nome dall’ammiraglio ligure del XVI secolo Andrea D’Oria. Poteva portare fino a 1241 passeggeri e, quando venne varata, rappresentava uno dei punti d’orgoglio dell’Italia, che stava allora cercando di ricostruire la propria reputazione dopo la seconda guerra mondiale. Degna erede dei transatlantici degli anni trenta, la Andrea Doria era la più grande e più veloce nave da passeggeri della flotta italiana di linea ed era considerata anche la più sicura.

Il 25 luglio del 1956, in allontanamento dalla costa di Nantucket e diretta a New York, la Andrea Doria si scontrò con la nave svedese Stockholm della Swedish America Line, in quello che fu uno dei più famosi disastri marittimi della storia.

Sebbene quasi tutti i passeggeri sopravvissero (morirono 46 passeggeri, per la maggior parte alloggiati nelle cabine investite dalla prua della Stockholm), la nave, con una fiancata completamente squarciata, si coricò su un fianco e affondò dopo 11 ore, la mattina di giovedì 26 luglio1956, davanti alle coste americane. L’inclinazione della nave rese inutilizzabili metà delle scialuppe (tutte quelle sul lato opposto), ma in seguito al disastro del Titanic del 1912 erano state migliorate le procedure di comunicazione di emergenza e si poterono chiamare altre navi in soccorso, inoltre le procedure e le manovre di evacuazione furono veloci ed efficienti.

L’incidente ricevette una grande copertura dai media; l’Andrea Doria fu l’ultimo grande transatlantico ad affondare prima che l’aereo si imponesse come mezzo di trasporto per le lunghe traversate dell’oceano atlantico.

2) Borat:

Borat Sagdiyev è un giornalista immaginario kazako inventato e interpretato da Sacha Baron Cohen. Borat è il protagonista del film Borat: Cultural Learnings of America for Make Benefit Glorious Nation of Kazakhstan, in italiano Borat – Studio culturale sull’America a beneficio della gloriosa nazione del Kazakistan.

E’ chiaro il riferimento alle sue famose mutande..


3) John Bohnam:

John Henry Bonham, batterista britannico del legendario gruppo Led Zeppelin, nasce a Redditch il 31 maggio 1948 e muore a Windsor il 25 settembre 1980.

La sua morte ha determinato lo scioglimento dei Led Zeppelin, uno dei più importanti gruppi rock britannici degli anni settanta, considerati i principali pionieri dell’ heavy metal insieme a Deep Purple e Black Sabbath.

I Led Zeppelin si sono formati nel 1968 e sciolti nel 1980. Il gruppo fu composto per l’intero periodo della sua attività da Jimmy Page (chitarra), Robert Plant (voce e armonica), John Paul Jones (basso e tastiere) e John Bonham (batteria).

Bonham viene definito uno dei più grandi e influenti batteristi della storia della musica rock, in quanto ha contribuito a innovare il modo di concepire la batteria e le percussioni nella musica contemporanea. Gli otto album che compongono la discografia dei Led Zeppelin, caratterizzati dalle architetture percussionistiche di Bonham, costituiscono tuttora una delle basi su cui fonda la batteria nel rock moderno.

Un personaggio bizzarro che, nonostante le precarie condizioni economiche della giovane età, riesce a non rinunciare alla sua passione per le percussioni. Da piccolo comincia a suonare pentole e batterie giocattolo, poi, crescendo, comincia a suonare in varie formazioni blues.

L’incontro con i componenti dei Led Zeppelin segna il suo successo, che lo porta a quegli eccessi come l’alcool, risse, orge, alberghi devastati, locali puntualmente sfasciati e depravazioni di ogni genere.

Viene ritrovato morto dopo un serata di eccessi legati all’alcool.

4)  La “Nona” di Beethoven

La Nona sinfonia in Re minore, Op. 125 è l’ultima sinfonia composta da Ludwig van Beethoven.  Essa è da molti considerata uno dei capolavori più straordinari di tutta la storia della musica. Fu composta da Beethoven negli anni tra il 1822 e il 1824, oltre dieci anni dopo l’ottava sinfonia. Nell’ultimo movimento include parte dell’ode An die Freude (“Inno alla gioia”) di Friedrich Schiller, cantata da solisti e coro.

La sinfonia è una delle opere più note di tutta la musica classica ed è considerata uno dei più grandi capolavori di Beethoven, composta quando era completamente sordo. Gioca un ruolo culturale preminente nella società moderna. Il quarto movimento della musica (strumentale) è l’inno ufficiale dell’Unione Europea.

La “nona” fu eseguita per la prima volta a Vienna nel 1824, sotto la direzione dello stesso Beethoven.

  • La nona sinfonia è  suddivisa in quattro movimenti:
    - Allegro ma non troppo, un poco maestoso
    - Scherzo, Molto vivace
    - Adagio molto e cantabile
    - Finale

Il finale della nona sinfonia prevede l’inserimento di quattro voci soliste e di un coro che intonano le parole dell’ode “Inno alla gioia” del poeta Friedrich von Schiller.
Con la nona sinfonia  Beethoven volle formulare un aperto invito alla fratellanza universale. Proprio per rendere tale messaggio il più chiaro possibile egli decise di far cantare nel finale un testo del poeta tedesco a lui contemporaneo, Friedrich von Schiller: l’Inno alla Gioia.
L’ode “An die Freude” è una lirica nella quale la gioia è intesa non certo come semplice spensieratezza e allegria, ma come risultato a cui l’uomo giunge quando si libera dal male, dall’odio e dalla cattiveria.
Proprio per questa esortazione alla fraterna amicizia la melodia su cui viene intonato questo Inno alla gioia è stata oggi assunta come inno europeo.
E’ stato adottato dal Consiglio d’Europa nel 1972 e viene utilizzato dall’Unione europea dal 1986.

L’inno europeo (Inno alla gioia) è l’adattamento dell’ultimo movimento della Nona Sinfonia di Beethoven, è stato adottato dal Consiglio d’Europa nel 1972 e viene utilizzato dall’Unione europea dal 1986. Herbert von Karajan, uno dei più grandi direttori d’orchestra del Novecento, ha realizzato, su richiesta del Consiglio d’Europa, tre versioni strumentali per piano solo, fiati e orchestra sinfonica. Eccone il testo ed una traduzione il più possibile fedele all’originale.

O Freunde, nicht diese Töne !
Sondern laßt uns angenehmere anstimmen
und freudenvollere !

Freude, schöner Götterfunken,
Tochter aus Elysium,
Wir betreten feuertrunken,
Himmlischer, Dein Heiligtum !
Deine Zauber binden wieder,
Was die Mode streng geteilt ;
Alle Menschen werden Brüder,
Wo Dein sanfter Flügel weilt.

Wem der große Wurf gelungen,
Eines Freundes Freund zu sein,
Wer ein holdes Weib errungen,
Mische seinen Jubel ein !
Ja, wer auch nur eine Seele
Sein nennt auf dem Erdenrund !
Und wer’s nie gekonnt, der stehle
Weinend sich aus diesem Bund.

Freude trinken alle Wesen
An den Brüsten der Natur ;
Alle Guten, alle Bösen
Folgen ihrer Rosenspur.
Küsse gab sie uns und Reben,
Einen Freund, geprüft im Tod ;
Wollust ward dem Wurm gegeben,
Und der Cherub steht vor Gott !

Froh, wie seine Sonnen fliegen
Durch des Himmels prächt’gen Plan,
Laufet, Brüder, eure Bahn,
Freudig, wie ein Held zum Siegen.

Seid umschlungen, Millionen.
Diesen Kuß der ganzen Welt !
Brüder ! Über’m Sternenzelt
Muß ein lieber Vater wohnen.
Ihr stürzt nieder, Millionen ?
Ahnest Du den Schöpfer, Welt ?
Such’ihn über’m Sternenzelt !
Über Sternen muß er wohnen.

Traduzione

O amici, non questi suoni!
ma intoniamone altri
più piacevoli, e più gioiosi.

Gioia, bella scintilla divina,
figlia degli Elisei,
noi entriamo ebbri e frementi,
celeste, nel tuo tempio.
La tua magia ricongiunge
ciò che la moda ha rigidamente diviso,
tutti gli uomini diventano fratelli,
dove la tua ala soave freme.

L’uomo a cui la sorte benevola,
concesse di essere amico di un amico,
chi ha ottenuto una donna leggiadra,
unisca il suo giubilo al nostro!
Sì, – chi anche una sola anima
possa dir sua nel mondo!
Chi invece non c’è riuscito,
lasci piangente e furtivo questa compagnia!

Gioia bevono tutti i viventi
dai seni della natura;
tutti i buoni, tutti i malvagi
seguono la sua traccia di rose!
Baci ci ha dato e uva, un amico,
provato fino alla morte!
La voluttà fu concessa al verme,
e il cherubino sta davanti a Dio!

Lieti, come i suoi astri volano
attraverso la volta splendida del cielo,
percorrete, fratelli, la vostra strada,
gioiosi, come un eroe verso la vittoria.

Abbracciatevi, moltitudini!
Questo bacio vada al mondo intero Fratelli,
sopra il cielo stellato
deve abitare un padre affettuoso.

Vi inginocchiate, moltitudini?
Intuisci il tuo creatore, mondo?
Cercalo sopra il cielo stellato!

Sopra le stelle deve abitare!

Brevi cenni sulla vita di L.V. Beethoven

Ludwig van BEETHOVEN nacque a Bonn nel 1770 da famiglia originaria delle Fiandre. IL nonno Ludwig e il padre Johann furono anch’essi musicisti. Beethoven già precocemente manifestò attitudini musicali ed iniziò a studiare sotto la guida del padre.

A 22 anni si trasferì a Vienna, allora fondamentale centro musicale europeo. Qui vi rimase fino alla morte perché i suoi legami con Bonn furono troncati dalla invasione
francese della città. A Vienna presto acquistò fama grazie alla sua bravura al pianoforte.
Questo fu per il maestro il periodo di maggior fortuna economica, ma purtroppo furono anche gli anni in cui si manifestarono i primi sintomi della sordità.Beethoven si impose di vincere la disperazione dovuta alla sua malattia attraverso la completa dedizione alla musica. Smise di dare concerti in veste di pianista e si dedicò totalmente alla composizione. La sordità divenne totale nel 1819, ma Beethoven, invece di perdere le sue doti di compositore, sembrò accrescere il suo potere creativo.

L’opera di Beethoven non è molto vasta (se rapportata all’opera di Mozart o Haydn) ma ricca di innovazioni fondamentali su molti fronti. Il catalogo registra 138 composizioni .

Beethoven morì a Vienna nel 1827.

Nei prossimi articoli saranno presentate le spiegazioni delle seguenti note:

5) Bel paese là dove ‘l si sona

6) Staller Ilona6

7) Caffè di Sindona7

8) Basso tuba8

9) Andromeda9

10) Gary Coleman10

11) Traduzione del testo:

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4 comments

  1. simone says:

    feb 16, 2011

    ottima spiegazione complimenti per il lavoro. resto in attesa del seguito….ciao

  2. Sara D'Isidoro says:

    feb 17, 2011

    Grazie mille per il commento, si il seguito arriverà presto…

    E’ un lavoretto un pò lungo da fare, ma si impararano tante piccole cose nuove ;)

    Buon lavoro anche a te per il tuo http://www.caparezza.fan-club-it

    Sara

  3. Ro'a'CapaFresca says:

    mag 12, 2011

    siete stati davvero bravi sara !!! uesta è proprio un’ottima traduzioni perchè ,la maggior parte dei personaggio che michele nomina nei testi , noi non li conosciano ….almeno la maggior parte per quello che so XD

  4. Ro'a'CapaFresca says:

    mag 12, 2011

    scusate se ho scritto male …-.-”

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