“Kazzarografia”: biografia di Michele Salvemini ( in arte Caparezza ) - parte 24
Pubblicato da Sara DIsidoro
Sempre nel 2008 esce il primo libro di Caparezza: “Saghe mentali - viaggio allucinante in una testa di capa”
Il 3 aprile 2008 la casa editrice Rizzoli pubblica il primo libro di Caparezza:
“Saghe mentali - viaggio allucinante in una testa di capa”
RIZZOLI 2008
I TOMO
?! a.k.a. Caro diario stracciapalle
II TOMO
Verità supposte a.k.a. Fiabe senza fronzoli
III TOMO
Habemus Capa a.k.a. L’opera tronfia
IV TOMO
Le dimensioni del mio caos a.k.a. Il fonoromanzo
Nb:
Le prime parole del titolo dei tomi i riferiscono ai titoli degli album di Caparezza.
La parola AKA scritta spesso anche in minuscolo (aka) o al plurale (akas), è l’acronimo dall’inglese Also Known As (lett., “conosciuto anche come”).
Può precedere il soprannome (o nickname, il nom de plume o l’alias di chi naviga in internet) o il titolo alternativo di un film,
di un libro o di un’opera d’arte in genere (specie nei casi di titoli tradotti in lingue differenti dall’originale).
Il libro risponde all’esigenza di Caparezza di fornire una spiegazione ai testi delle sue canzoni, che molto spesso vengono fraintesi.
Infatti lo stesso Caparezza ha dichiarato in alcune interviste che molti ragazzi dopo i suoi concerti ri rivolgevano a lui con
domande relative soprattutto ai testi più complicati del terzo album di Caparezza (Habemus Capa)
o anche relativi ad esempio al tormentone “Fuori dal tunnel”, la ciliegina sulla torta del fraintendimento.
Esemplare il caso un cui un ragazzo, convinto sostenitore del fatto che “Fuori dal tunnel”
fosse una canzone a favore del divertimentificio nelle discoteche.., si rivolge a Caparezza facendogli
i complimenti per il testo della canzone, apunto basandosi su questo presupposto sbagliato..
Insomma è lo stesso Caparezza che alla fine manda a quel paese il ragazzo..che non solo aveva frainteso,
ma era convinto della sua interpretazione del tutto opposta a quella esatta.
Insomma per evitare futuri malintesi Caparezza scrive un libro, che non si può definire proprio una biografia.
Il libro può sembrare una biografia leggendone il primo tomo, ma poi in realtà si nota l’intento di Caparezza,
che è quello di non dire “tutto”, ma quanto basta.
Un libro in quattro tomi, sulla traccia della discografi a ufficiale,
che raccoglie tutti i testi delle sue canzoni analizzati da critici partoriti dalla sua stessa mente.

I TOMO
?! a.k.a. Caro diario stracciapalle
Nel primo tomo Caparezza cita alcuni eventi della sua vita che io non ho citato nella mia kazzarografia
( cioè la biografia di Caparezza in questo blog ), appunto per rimandare al libro per ulteriori approfondimenti,
e perchè non ritengo giusto ripetere nel blog i contenuti del libro.
Insomma il primo tomo è un finto diario segreto che raccoglie fotografie imbarazzanti e documenti mai pubblicati prima.
Gli eventi citati da Michele Salvemini sono legati alla sua vita artistica, sono fatti curiosi
che mostrano come quello di Caparezza sia una specie di destino inevitabile..una mano invisibile che bussa alla porta…
e insieme ai fatti vengono esposti i testi del primo album di Caparezza ( ” ?! ” ) con alcune spiegazioni, ma non troppo approfondite.

II TOMO
Verità supposte a.k.a. Fiabe senza fronzoli
Proprio quando vien voglia di saperne di più, Michele nel secondo tomo sposta l’attenzione sul secondo album “Verità supposte”.
In realtà in questo tomo Caparezza non descrive esattamente in modo diretto i testi delle canzoni,
ma accosta ai testi delle canzoni una serie di fiabe, legate ai testi in modo metaforico e molto ironico.
Le fiabe sono abbastanza atipiche, infatti sono legate in parte anche alla modernità, alla politica..
ma in modo sarcastico, con l’accompagnamento di simpatiche illustrazioni colorate…e chi più ne vuol sapere legga il libro.
Sono fiabe senza fronzoli, cioè dedicate agli adulti, o meglio, a bambini troppo cresciuti,
non in quanto fiabe “hard”..ma in quanto sono fiabe un pò crude senza il classico lieto fine, stralunate e surreali.
III TOMO
Habemus Capa a.k.a. L’opera tronfia
Dopo aver scelto la fiaba come strumento metaforico e ironico per spiegare i suoi stessi testi, Caparezza sceglie un altra ispirazione..
La Divina Commedia di Dante Alighieri.
Senza l’intento di paragonarsi a Dante, e allontanandosi da un primo intento più complesso di lettura dantesca di Habemus Capa,
Caparezza decide di ispirarsi solo all’Inferno dantesco.
I brani di Habemus Capa diventano i canti di una versione personale dell’Inferno dantesco,
con di note a piè di pagina che spiegano in modo accurato i versi dei testi…
e lo stesso Caparezza in questo tomo si fa chiamare ironicamente “il Nostro”,
e analizza le canzoni calandosi nei panni di un critico di nome Kojay Gutzemberg.
Tavole disegnate da Laura Spianelli, ispirate a quelle di Gustavo Doré,
illustrano in bianco e nero ogni singolo testo di Habemus Capa.
Questa è la parte del libro in cui i testi vengono spiegati in modo più approfondito,
appunto in relazione ad un album dai contenuti a volte complessi da interpretare.

IV TOMO
Le dimensioni del mio caos a.k.a. Il fonoromanzo
La quarta parte del libro è stata definita dallo stesso Caparezza un “fonoromanzo”,
parola credo da lui stesso coniata che sta ad indicare una storia che si racconta tramite il suono, la musica.
Infatti fonoromanzo si può definire soprattutto il suo quarto album “Le dimensioni del mio caos“,
le cui allusioni sessuali sono legate anche al titolo del libro stesso.
In pratica l’album è una sequenza di canzoni che nella loro successione raccontano una storia,
e questa storia può essere contemporaneamente ascoltata dal cd e letta sul libro.
La storia è un racconto di fantascienza, sullo stile della storica collana “Urania”,
che si dipana in quattordici capitoli, le tracce dell’album “Le dimensioni del mio caos”.
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"Kazzarografia" - la biografia di Michele Salvemini ( in arte Caparezza ) - parte 25 | Fuoridicapa.it dice:
Pubblicato il 13 04 2009 alle 19:16
[...] di cui ho parlato nella parte 24 della biografia di Caparezza. [...]