Ecco alcuni pezzi dell’ultimo demo, partendo dalla prima traccia: “La zappa sui piedi”.

Buon ascolto!

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Traccia 1 del terzo demo di Caparezza: “Zappa” ( 1999 )

“La zappa sui piedi”

Ecco il testo:

“Se fare l’ MC significa fare il muratore che edifica la rima calligrafica stilosa quanto statica, pratica praticamente assente di teoria, non è storia mia, ebbene sì non sono un MC, ma così sia.

Monnezza che singhiozza, questo faccio e non hip hop, non propriamente hip hop, ciò che propino più che un hit è un flop, hop hop hop sono un somarello, tenete a parte più che a mente quello che dico perchè non è bello, il cervello mi rivela che non siamo eroi noi, che non sempre il pantalone fa il B-boy, pensala come vuoi,

fai ciò che è giusto per te perchè a me di te frega poco, c’è chi prende le cose sul serio, io le prendo per gioco, do fuoco a chi fa quattro passi e mostra assi da poker, o qui siamo tutti maestri o qui siamo tutti sacker, sai, gli MC sono diversi, che vuoi farci, se in America vogliono uscire da ghetto in Italia vogliono entrarci.

Quello che tu chiami Hip-Pop per me è monnezza

quello che tu chiami Rap per me è monnezza

quello che tu chiami Hardcore, East Coast, West Coast

che tu ci creda o no per me è monnezza. ( 2 volte )

La casa discografica diventa più dinamica, in pratica ciò che ci limita è il B-boy che giudica ciò che gli capita tra le manaccie, sul palco si parla d’amore e dal pubblico parolacce, per non temere minaccie,

accendi le miccie dell’odio se sali sul podio, e tutto fila liscio come l’olio, spoglio d’ogni contenuto, dedicati alla forma, nella comunità di chi ci sta questa è la norma, mo, sforna pezzi grezzi, senza mezzi termini, fammi a pezzi coi tuoi razzi,

prendimi, sc_zzi su sc_zzi è la scena, c’è chi non è più in vena, svena, c’è chi ha istruito ‘sta gente è la stessa che lo allontana, frana, ‘sto monte frana, e se sta in piedi è per la grana, non certo per chi nel concerto sbrana, qui c’è chi digiuna fino a che la luna sarà bruna, se questa è la realtà per me non c’è realtà alcuna.

Quello che tu chiami Hip-Pop per me è monnezza

quello che tu chiami Rap per me è monnezza

quello che tu chiami Hardcore, East Coast, West Coast

che tu ci creda o no per me è monnezza. (2 volte)

Quattro elementi presenti nelle menti esigenti di chi porta avanti ‘sta cultura urlata ai quattro venti, spesso da certi ignoranti, santi numi, ma che pena mi fate quando parlate fieri, vestiti di firme, infettati dal germe dei paninari, con i vari slang, ben vengano ma non lamentarti, non è che non riesco a capirti sai,

è che non voglio ascoltarti, punto e basta, questa è la mia arringa rap o rasta, basta che spinga, oh oh, oh la dura ho, la dura minga, Mazinga del palco senti, ‘sto robottino, mi faccio le mie storie e me ne sto buono buonino fino a che finalmente la gente avrà nella mente monnezza,

cosciente che mi faccio il culo eppure qualcuno disprezza, mezza via non è la vita mia e non me la invento, non me ne importa più di tanto se la mia roba è fuori o dentro, provo comunque a farmi i pezzi miei, tu fatti i tuoi, micro d’avorio e se lo vuoi sarò il tuo capro espiatorio.

Quello che tu chiami Hip-Pop per me è monnezza,

quello che tu chiami Rap per me è monnezza,

quello che tu chiami Hardcore, East Coast, West Coast

che tu ci creda o no per me è monnezza. ( 4 volte)”

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3 comments

  1. [...] Come collaborare “Kazzarografia” – la biografia di Michele Salvemini ( in arte Caparezza) – parte 12 [...]

  2. Fan says:

    gen 13, 2012

    STUPENDAMENTE STUPENDA

  3. Sara DIsidoro says:

    gen 17, 2012

    Grazie mille :)

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