Mentre nella nona parte della biografia di Caparezza ti ho presentato “L’avvoltoio”, ecco un’altra traccia tratta dal primo demo di Caparezza: “Vivo in inquietudine”.
Dei demo presenterò solo le tracce che sono già in rete, dunque mancano ancora altre quattro tracce da presentare.
Traccia 11 del primo demo di Caparezza: “Ricomincio da Capa” ( 1999 )
“Vivo in inquietudine”
Ecco il testo:
“Son due ore che cammino sotto il sole, ho un sassolino nello stivale che mi fà male, ma lo lascerò perché convivo con i problemi che ho,
e lo sò che il vento non ne ruberà nemmeno un pò a questa vita che và avanti,
inghippo dopo inghippo su un palco tragicomico come De Filippo mi destreggio,
sò che se và male mi può andare pure peggio, mi faccio coraggio,
e se c’è veleno omaggio come ostaggio lo assaggio,
forse berrò sabbia come in un miraggio, tipo capitan Uncino vado all’arrembaggio
senza maschera perchè qui non è Viareggio, come al maneggio sto a cavallo delle mie sciagure,
e più galoppo, più scappo dalle mie paure, abituato ad ottenere poco, corteggio il mio boia e me lo faccio amico.
Vivo in inquietudine, ma dovrò farci l’abitudine perché la vita non ti passa mai,
dovrò cicatrizzarmi addosso i guai.
Vivo in inquietudine, ma dovrò farci l’abitudine,
ogni giorno comincia un guaio nuovo, vecchio come il mondo, planetario come il globo.
I miei problemi vengono fuori come funghi, rimbombano nella mia mente come un assolo di bonghi,
sono fanghi che mi sporcano, mi ungono, mi immobilizzano se divento matto come in uno scacco re,
anche se ne venissi fuori, ammetto che ne sono attratto come un’ ape in un campo di fiori,
come un beone tra i liquori, salgono e scendono dentro di me come ascensori di un hotel,
e anche se andassi alle Seychelles, m’ inseguirebbero,
mi aspetterebbero al varco come un cane quando il gatto sta sull’ albero,
se faccio un passo indietro tipo gambero, dopo mi accorgo che
sonosempre stato trascinato in questo assurdo gorgo che risucchia,
che mi rosicchia come una pannocchia, che mi siede sulle sue ginocchia e mi picchia,
è come una macchia che non viene via nemmeno con la candeggina, mentre affogo nella mia latrina.
Vivo in inquietudine, ma dovrò farci l’abitudine perché la vita non ti passa mai,
dovrò cicatrizzarmi addosso i guai.
Vivo in inquietudine, ma dovrò farci l’abitudine,
ogni giorno comincia un guaio nuovo, vecchio come il mondo, planetario come il globo.
vaffanc_lo ( 3 volte )
La speranza è mia sorella, lo riconosco, ma se mi girano i c_glioni questa sera manco esco,
segno le tacche sul mio muro come fossi al fresco, quando la vita passa batto i tacchi ed obbedisco,
non capisco, ci siamo un pò ridotti come m_rde, eravamo accecati da una luce verde che poi s’è fatta scura ed ora è nera,
se non bianca come teschio della sua bandiera,
ah, ah, stavo con gli amici in cima al trullo aspettando la sera, suonavo pezzi di cartone primavera,
ed ora tutti i guai sembrano venirmi addosso, forse morirò cantando come un ubriaco nel fosso,
senza una tipa che mi coccola, che cerco come birra in una serata spicciola, sempre nei casini come al solito,
come una donnetta se alzo il gomito poi vomito e non mi limito.
Vivo in inquietudine, ma dovrò farci l’abitudine perché la vita non ti passa mai,
dovrò cicatrizzarmi addosso i guai.
Vivo in inquietudine, ma dovrò farci l’abitudine,
ogni giorno comincia un guaio nuovo, vecchio come il mondo, planetario come il globo.

2 comments
“Kazzarografia” - la biografia di Michele Salvemini ( in arte Caparezza) - parte 11 | Fuoridicapa.it says:
feb 17, 2009
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“Kazzarografia” : la biografia di Michele Salvemini ( in arte Caparezza ) - parte 14 | Fuoridicapa.it says:
mar 3, 2009
[...] zappa sui piedi”, e “Altruicelebrazione”, rispettivamente nelle ottava, nona, decima, undicesima, dodicesima e tredicesima parte della biografia di [...]