Fin’ora ti ho spiegato la prima fase della carriera di Michele, quella in cui egli si faceva chiamare Mikimix, che si conclude nella quinta parte della biografia di Caparezza.
Ora comincia a delinearsi un periodo di crisi, ma dopo ogni crisi c’è sempre una rinascita.
…Dunque dopo alcuni a Milano…
Mikele decide di tornare a Molfetta,
pensa di ritirarsi, ma poi ci ri-pensa e decide di reinventarsi e ricominciare da capo facendosi crescere capelli e pizzetto e dandosi un nuovo nome:
Caparezza
( che significa “testa riccia” in dialetto molfettese ).
- Ecco le parole di:

“Caparezza” è solo un’estensione di Michele Salvemini. In qualche modo è un personaggio che vendica anni di timidezza e di angherie…forse continuerà, forse cederà il posto ad altre personalità che abitano nel mio corpo. Non sarò io a deciderlo ma voi…” ( Michele Salvemini )
- Dal vecchio sito ufficiale di Caparezza:
“…Egli fu Mimimix, cantante insignificante, dal cui autodisgusto nacque il se stesso odierno. Questa mutazione è collocabile nell’anno 1998, in cui esce il primo demo ufficiale di Caparezza, intitolato “Ricomincio da Capa”.
La leggenda narra che in realtà Mikimix, caduto in profonda depressione, abbia chiesto al fratello minore, Caparezza, di ammazzarlo. Le prove furono tutte insabbiate perchè il Capa non avrebbe mai sopportato 7 puntate di “Porta a porta” dedicate all’argomento…”
A Molfetta Michele crea un piccolo studio di registrazione nel suo garage..
E’ a questo punto ( siamo nel 1999 ) che Michele ricomincia a comporre ( o meglio a comporre in modo nuovo ) e scrive, oltre ad un centinaio di nastri che brucierà per evitare che escano postumi,
“Mea Culpa”
ecco il testo.
Questo testo non corrisponde a quello originale nel demo, ma a quello ufficiale presente nel primo album di Caparezza.
“Caparezza on the microphone…nel futuro proiettato come Thron…
Come cristallo sono stato fragile, / colpa mia se / mi hanno steso come un pugile / poco agile; /
facile starsene / cieco come un vicolo, / muto / fottuto pupazzo per il mio ventriloquo. /
Qui c’é un equivoco signori della corte, / resuscito se la mia sorte é una condanna a morte; /
fortemente volli farmi i calli tra i folli / per capire che non ero tra quelli / ma tra i ribelli.
Faccio il mea culpa di una situazione che mi aveva tolto la gioia di vivere, mea culpa, mea culpa, ahimee.
C’era / chi mi spacciava dosi di business tossico, / mi credeva un pesce lesso / dal lessico anoressico, /
io / scontato come il chili in Messico ci stavo, / non rischiavo, / buono e bravo, /
uno schiavo / ritratto in un contratto controproducente, / la patente / per guidare i gusti della gente; /
per chi non si pente / non é per niente semplice andar via, / non chiedermi come concedermi l’eutanasia /
ma mettiti nei miei panni, / prendi questi anni e dalli ai cani, / vedrai, / nelle vene avrai vulcani /
e nelle mani piani su piani, / segreti strani tipo CIA, / consapevole che sarà sempre colpa mia.
Faccio il mea culpa di una situazione che mi aveva tolto la gioia di vivere, mea culpa, mea culpa, ahimee.
Questo é quanto, /come imputato / ammetto il mio reato, / spero / che non mi abbiate condannato, /
spero di essere stato chiaro / più di qualsiasi indizio, / confido in un rinvio a giudizio /
e non é che l’inizio / di un nuovo capitolo, /mi metto in gioco come un gatto col gomitolo, /
pronto a superare ogni ostacolo, / a scongiurare ogni oracolo, / a strappare a morsi ogni tentacolo.
Faccio il mea culpa di una situazione che mi aveva tolto la gioia di vivere, mea culpa, mea culpa, ahimee.”

1 comment
"Kazzarografia" : la biografia di Michele Salvemini ( in arte Caparezza ) - parte 7 » Fuoridicapa.it says:
feb 7, 2009
[...] sesta parte della biografia di Michele Salvemini nasce [...]