Un autobiografia di Caparezza, nel vero senso della parola. Auto nel senso che lo stesso Caparezza si descrive da solo, in prima persona, tramite i suoi testi.
Il mio obiettivo in questo blog è proprio quello di usare le sue parole, evitando i soliti giudizi che ognuno può fare per conto proprio.
Ho pensato che questa “biografia di Caparezza” potesse essere il primo articolo del mio blog, per la sua particolarità.
Ho combinato i versi più significativi in cui Michele si autodescrive, traendoli in ordine sparso da diverse sue canzoni. Buona lettura!
Caparezza secondo Caparezza
“Piacere, sono un recente discendente dei Salvemini e non rappresento che me stesso perchè questo sono. C A P A: monnezza pura, tutt’altro che una carezza: cazzaro alla radice.
Una volta mi si credeva un pesce lesso dal lessico anoressico, ero uno schiavo ritratto in un contratto per guidare i gusti della gente…perchè (si crede che ) nella vita vince chi figura..ma che voglia di fama?! Io sono un morto di fame..ma quando presto posto non trangugio ma degusto.
La mia sorte è una condanna a morte? Resuscito, consapevole che sarà sempre colpa mia e inizio un nuovo capitolo.Sono un burattino nelle mani del destino.Capa, in culo alla balena!
Scampato al mio destino, renderò possibile l’impossibile fino all’abiura di me.Costruisco tufo su tufo un futuro che mi vede ufo.
Mi piace sapermi diverso, io vengo dalla luna: non sò adeguarmi a sette ed etichette, se tutti fanno io smetto.
Ciocca dopo ciocca mi son fatto sta capigliatura e tra le ciocche c’ho il fango di Woodstock. La mia capa è rezza più di Shirley Tample ma sono amico di Baldan Bembo, e altro che fighetta, ti parlo da Molfetta.
Non fumo, non mi canno, non mi drogo, non bevo. Sono, non appaio: non mi industrio nella fabbrica del lustro e degli eccessi. Sono un bravo ragazzo, educato, posato, creato per essere maritato e trascurato.
Non vivo di pallone, non parlo di figone, non idosso vesti buone. Obbediente più che trasgressivo, primitivo invece che moderno..e se il conflitto fosse la soluzione ai miei problemi sarei sempre in conflitto, tanto se meni e se insulti ti ritrovi al punto di partenza, e comunque meglio fare del bene che non fare niente di male.
Mi piace la gente normale e positiva,non sostengo nessuna razza. Preferisco granite a granate, vinili a fucili, marce nuziali a marce di esaltati. Preferisco essere dissanguato dal fisco piuttosto che da un cecchino nascosto e ripudio chi va sul podio e non in battaglia.
Umiliato, insultato, fatto cornuto? Io non risponderò, ma ripeterò a me stesso “fuck the violenza“. La mia dottrina se ne fotte di chi sta dopo e chi prima: schifo ogni giudizio. Se non rispondono al tuo appello cammina solo!
Ho la rilflessione come vizio, il mio fine è fare di ogni fine un buon inizio..non mi sento per niente arrivato e mi piglio spazi se me li concedono, sennò me li lascio fottere, cosciente che non sarò nè migliore nè peggiore finchè sarò diverso.
Lascerei la musica, ma sta stronza mi fà le avances..e non resisto: mi sento vivo solo se sfilo la stilo e scrivo. Seguo la legge dell’ortica perchè quando butto giù un testo non c’è gusto se non irrita.
Non è per vincere che vivo, ma per ardere..ma…mamma quanti dischi venderanno se mi spengo!!”
Articolo derivato dalla combinazione dei versi delle canzoni di Caparezza, dal primo al quarto album.
Sara D’isidoro

4 comments
Giò says:
gen 26, 2009
Ho visto duri che risolvono problemi alzando muri che abbattono, come ho fatto in Arkanoid. Nemmeno Freud saprebbe spiegarmi perchè la notte sogno di aumentare le armi, perché la terra mi pare talmente maligna che in confronto Silent Hill assomiglia a Topolinia!!
CAPA C’HA LA CAPA TOSTA—–!!!!
Sara DIsidoro says:
gen 27, 2009
Hai appena inserito parte del testo di “Abiura di me”, tratto da “Le dimensioni del mio caos”, l’ultimo album di Caparezza.
Grazie per il commento
esposito laura says:
gen 27, 2009
mi è piacito moltissimo molto origlinale, rispetto ad altri articoli fatti a caparezza.
e poi si capisce tanto che la ragazza che ha scritto questo articolo ci tiene molto. complimenti ottimo lavoro.
Sara DIsidoro says:
gen 28, 2009
Ti ringrazio tanto Laura per il tuo commento, sei veramente carina a dirmi queste cose
Spero di rivederti presto da queste parti